La Repubblica Democratica del Congo, da anni, sta affrontando una delle crisi umanitarie più gravi al mondo, aggravata da conflitti armati e insicurezza alimentare. La situazione attuale, purtroppo, sta causando sofferenze immani tra la popolazione, con milioni di cittadini bisognosi di assistenza umanitaria e altrettanti sfollati.
L’opera di COOPI
In questo contesto, COOPI – Cooperazione Internazionale, da decenni, è impegnata in prima linea nel fornire assistenza alle popolazioni più vulnerabili, con interventi mirati in ambito nutrizionale, sanitario e di protezione nelle aree più colpite del Paese. Interris.it, in merito alla situazione nella RDC e all’opera di supporto umanitario in corso, ha intervistato la dott.ssa Emilia Vavassori, area manager di COOPI per l’Africa Centrale.

L’intervista
Dottoressa Vavassori, come si sta configurando la situazione umanitaria della popolazione nella Repubblica Democratica del Congo?
“La situazione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo è estremamente grave. Secondo i dati aggiornati a luglio, ci sono oltre 20 milioni di persone in stato di bisogno, di cui più di 6 milioni si trovano nell’est del Paese, in particolare nelle province del Nord-Kivu, Sud-Kivu e Ituri. In queste aree, gli scontri armati tra gruppi ribelli e l’esercito governativo hanno causato un numero elevato di sfollati: si contano circa 6 milioni di persone costrette ad abbandonare le proprie case, di cui 5 milioni solo tra Nord-Kivu, Sud-Kivu e Ituri. Complessivamente, oltre 25 milioni di persone si trovano in una condizione di insicurezza alimentare, peggiorata dal perdurare del conflitto, soprattutto nell’est del Paese”.
Quali sono le peculiarità dell’azione umanitaria di COOPI sul campo?
“COOPI opera nella Repubblica Democratica del Congo dagli anni ’70, con interventi nei settori della nutrizione, della protezione e della sicurezza alimentare. Nonostante il peggioramento della sicurezza, continuiamo a portare avanti le nostre attività grazie al sostegno dei nostri finanziatori, in particolare le agenzie delle Nazioni Unite. Lavoriamo soprattutto nel Nord-Kivu e nell’Ituri, attraverso le nostre basi operative a Goma e Bunia. Nel Nord-Kivu, interveniamo in sei zone al di fuori delle città, dove sono in corso diversi scontri tra gruppi armati. Il nostro impegno è rivolto principalmente alle donne incinte, alle madri in allattamento e ai bambini sotto i cinque anni affetti da malnutrizione, sia moderata che grave”.
La vostra opera si basa su diversi versanti. Quali sono?
“Agiamo su due fronti: prevenzione e cura. Da un lato svolgiamo attività di sensibilizzazione per prevenire la malnutrizione, dall’altro assicuriamo la presa in carico dei bambini nei centri di salute. Forniamo alimenti terapeutici pronti all’uso (come il Plumpy’Nut) e curiamo anche le patologie collegate alla malnutrizione. Sosteniamo dei centri di salute affinché i bambini possano uscire dalla condizione di malnutrizione e non vi ricadano. Applichiamo quello che si può definire ‘approccio comunitario’, formando persone capaci di individuare rapidamente i primi segnali di malnutrizione e intervenire tempestivamente. Seguiamo inoltre le famiglie nel periodo post-cura, affinché i bambini continuino a crescere in modo sano. Purtroppo, gli scontri in corso generano continui spostamenti di popolazione, aggravando ulteriormente la situazione: le persone non possono coltivare i campi o lavorare, e questo riduce drasticamente i mezzi di sussistenza. I bambini sotto i tre anni sono i più colpiti”.
Quali sono i vostri auspici per il futuro? In che modo, chi lo desidera, può sostenere Ia vostra azione?
“COOPI è un attore umanitario di riferimento nella RDC e opera in stretta collaborazione con le autorità locali e le comunità. Il nostro auspicio è che si possa giungere a un processo di pace duraturo, che ponga fine ai conflitti nelle province orientali. Chi desidera sostenere il nostro lavoro può trovare tutte le informazioni utili sul nostro sito ufficiale”.

