Regali solidali del Ciai contro la povertà educativa

Il Centro italiano aiuti all’infanzia ha lanciata la campagna di Natale per sostenere, con regali etici e solidali, i progetti educativi rivolti ai minori in condizioni di fragilità

Attività di aiuto compiti (Foto © Ciai)

Un panettone contro la povertà educativa. Fare del bene è dolce e l’atto di donare può diventare anche un gesto di solidarietà. Il Centro italiano aiuti all’infanzia (Ciai) ha lanciato la campagna di Natale 2025 per sostenere, con regali etici e solidali, i progetti educativi rivolti ai minori in condizioni di fragilità, nello specifico sei presidi presenti a Milano, Bari e Palermo. “La povertà educativa è fenomeno multidimensionale, che ne comprende molti altri, ma resta spesso sconosciuto”, spiega Paola Cristoferi, responsabile Programma Italia del Centro,“e mina i diritti dei minori che sono in questo stato di privazione senza accesso a opportunità educative, stimoli, crescita, visione allargata”.

Fenomeno multidimensionale

Dietro i voti bassi forse c’è di più. Il 13,8% degli under18 in Italia vive in condizioni di povertà assoluta, secondo l’Istat, rischiando di finire risucchiato dal circolo vizioso in cui la deprivazione materiale e la mancanza di opportunità, strumenti e stimoli culturali, che si può risolversi nel lasciare la scuola, si influenzano. Un ulteriore aspetto osservato dal Ciai, per cui è stato coniato il neologismo edupsicopenia, è, sempre con le parole di Cristoferi, “l’insieme della mancanza risorse educative e di fragilità psicologica”. “Il Covid ha esacerbato condizioni pre-esistenti ma non viste”, aggiunge, “un ragazzino o ragazzina con tale difficoltà ad andare a scuola può davvero allontanarsi dal percorso”.

I regali della campagna di Natale 2025 (Foto © Ciai)

Valore sociale

La solidarietà del Ciai verso i minori fragili a Natale si fa virtuosa, equa e sostenibile. “I prodotti nascono da una filiera corta, etica e trasparente per dare valore sociale aggiuntivo e valorizzare il territorio, rendendo la solidarietà più concreta, inoltre ci sentiamo responsabili nella scelta dei fornitori”, illustra la responsabile Raccolta fondi Simona Molteni. I panettoni sono realizzati dalla bottega della cooperativa di commercio equo-solidale Variomondo e vengono confezionati in shopper fatte su misura, con tessuti, disegni e fantasie africane, dalle sartorie sociali della rete del brand di moda sostenibile Mafric. I baci di dama, ribattezzati Ciaicotti, escono dal forno della cooperativa “Voci Erranti” che nella Casa di reclusione di Saluzzo impegna persone detenute nel reinserimento lavorativo. A completare il catalogo i cioccolatini Cioccociai, opera di un artigiano specializzato, le Ciaiette, scorzette d’arancia ricoperte di cioccolato fondente, il Ciailendario da tavolo e da parete, e le card solidali, cartacee e digitali.

Nell’immagine: a sinistra attività artistiche, a destra laboratorio teatrale (Foto © Ciai)

Progetti educativi

Il Ciai interviene nei territori meno provvisti di servizi e risorse educative, magari anche colpiti da forte disoccupazione, per sostenere i più vulnerabili e prevenire il rischio che vadano in futuro a ingrossare le file dei Neet, i giovani che non studiano né lavorano. “Ci attiviamo nella dimensione locale, con i sei presidi educativi a Milano, Bari e Palermo, che a livello regionale o nazionale, con la scuola, le famiglia e la comunità”, continua Cristoferi. A settembre è stato attivato il progetto Dream Teen, sostenuto a Unicredit Foundation. Nei capoluoghi lombardo, pugliese e siciliano, supporta quattro dei sei presidi che offrono ai bambini e alle bambine in condizioni di fragilità famigliare uno spazio dove, in orario extrascolastico, invece di stare a casa da soli o in strada, svolgono attività educative e ludico-ricreative non formali seguiti da educatori e psicologi del Centro. A Cagliari, oltre che a Bari e Palermo, è partito a settembre il tutoraggio individuale, online e in presenza, dove studentesse e studenti universitari, formati adeguatamente, danno una mano alle ragazze e ai ragazzi più piccoli nello studio, creando momenti di confronto e relazione che aiutano a crescere e possono avere un ulteriore effetto motivante, convincendo per esempio a proseguire gli studi.

Tecnologia a scuola, tra opportunità e rischi

La tecnologia corre veloce ed è sempre più consustanziale alla nostra società e al nostro modo di relazionarci con essa. Il Centro propone quindi di integrare nella didattica e nell’orientamento in quinta elementare le nuove tecnologie, per mostrare le prospettive che offrono e l’influenza subliminale che possono esercitare. “Quando si conosce e si è consapevoli si può scegliere”, argomenta Cristoferi, “vogliamo far emergere sia le possibilità che i potenziali condizionamenti dell’Ia e della tecnologia”.

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