Prof. Pulcini: “Crediamo in una società in cui nessun bambino debba soffrire”

L’intervista di Interris.it al prof. Ivo Pulcini, presidente della associazione “Un cuore per tutti...tutti per un cuore”, organizzatore del “Gran Galà della Solidarietà”

Il professore Pulcini, foto dal sito "Un cuore per tutti"

Il Gran Galà della Solidarietà – che quest’anno è alla sua XXII edizione (si terrà a Roma, il 05 Aprile 2025, presso il TH Roma – Carpegna Palace) – è una iniziativa a favore dei bambini poveri in Argentina, dei bambini tibetani in esilio in India e dei bambini cardiopatici bisognosi di un intervento cardiochirurgico, senza il quale non avrebbero speranza di vita. Un bambino che soffre è una condizione non accettabile. L’obiettivo è quello di raccogliere dei fondi affinché più bambini possibili abbiano una speranza di vita e minore sofferenza. Infatti, “Un cuore per tutti…tutti per un cuore”, attraverso la solidarietà di molti, persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale.

Chi è il professore Ivo Pulcini

Il Ivo Pulcini, presidente dell’associazione del Terzo settore “Un cuore per tutti…tutti per un cuore”, è professore di scienze e tecniche dello Sport, presso la Facoltà di medicina e chirurgia dell’ Università degli studi Roma “Tor Vergata”, cardiologo, medico dello sport, posturologo, direttore sanitario della Società Sportiva Lazio, e si occupa anche di medicina manuale. E’ anche “Stella d’oro” al merito sportivo e “Leonardo d’oro” della federazione medico sportiva italiana, nonché consigliere dell’Ordine dei medici e odontoiatri di Roma e Provincia.

L’intervista

Professore come nasce questa straordinaria iniziativa di solidarietà che consente di restituire la vita e il sorriso ai bambini cardiopatici “facendo tornare a pulsare quei piccoli cuori che fanno grande il mondo”?

“E’ un’avventura iniziata, in occasione del sisma del 1997 che colpì la Valnerina, insieme a Fabrizio Frizzi, Little Tony, Emanuela Aureli, Sergio Cammariere, Manuela Villa, il concorso Miss Italia e il Club Ferrari Appia Antica. L’obiettivo è aiutare chi soffre e ‘donare insieme’ ciò che possiamo, per far stare meglio chi è meno fortunato. Della Solidarietà abbiamo fatto lo scopo della nostra vita e gli eventi sono diventati incontri costanti, da trascorrere in amicizia e amore, sotto l’egida della associazione ETS ‘Un cuore per tutti…tutti per un cuore’, che si occupa della regia di questo cuore comune pulsante, ottenendo bellissimi risultati. Associazione, che ha ricevuto la Benedizione Apostolica del Santo Padre Benedetto XVI ed è stata insignita della medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica Italiana per l’impegno a favore dell’infanzia. Eminenti personalità sono impegnate nel sostegno fattivo delle opere della associazione per donare un futuro ai bambini cardiopatici più poveri. Crediamo in una società in cui nessun bambino debba soffrire”.

La mission della associazione ETS “Un cuore per tutti…tutti per un cuore”, da lei presieduta ha da tempo varcato anche i confini nazionali esportando tanta solidarietà per chi è meno fortunato?

“Nel 2000 a Roma con circa 1800 persone abbiamo contribuito ad aiutare la popolazione dello Sri Lanka, colpito dallo tsunami.In Argentina, Il Barrio Ugo Pulcini, a Barranqueras nel Chaco argentino, continua ad aiutare i bambini tra I più poveri della terra, dove anche Papa Francesco, da cardinale ha celebrato una Santa Messa. In Siria, a Damasco abbiamo costruito un centro di cardiochirurgia pediatrica, dove, peraltro, sono stati operati, con brillanti risultati, circa duemila bambini cardiopatici. In India con la sorella del Dalai Lama, Jetsum Pema abbiamo contribuito alla realizzazione del Tibetan Children Institute”.

Ma l’attività dell’associazione è anche formativa per realizzare il sogno di un’Italia solidale cardio protetta e che cardio protegge?

“Si, con manichini di ultima generazione, formiamo alla RCP (rianimazione cardiopolmonare), con l’uso del defibrillatore e le manovre di disostruzione lattanti, pediatriche e adulti, e rilasciamo un certificato internazionale dell’AHA (American Heart Association) e dell’ARES 118.

Abbiamo formato e continuiamo a formare: atleti e famiglie, la S.S. Lazio, missionari dell’Opera San Orione, medici neolaureati presso la sede dell’Ordine dei Medici di Roma, studenti di Scienze e Tecniche dello Sport della facoltà di Medicina e Chirurgia, presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”(Progetto di formazione Blsd adulto, pediatrico e lattante con rilascio di certificazione internazionale American Heart Association (AHA). Tengo, inoltre, ad evidenziare anche il nostro gemellaggio con altre associazioni di solidarietà, tra le quali l’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, presieduta dal Prof. Alessandro Friggiola e la Squicciarini Rescue del Dr. Marco Squicciarini, scuola di élite per i corsi BLS.

Lei Professore, con la sua grande serietà e passione, riesce a coinvolgere, a scopo benefico, personaggi dello spettacolo, della società civile, professionisti in ambito medico e universitario, giornalisti, campioni dello sport, quale è il segreto?

“Si, ed anche le istituzioni, in particolare ringrazio l’Arma dei Carabinieri, che ogni anno partecipa al nostro Gran Gala della solidarietà dando solennità e prestigio all’evento di beneficenza. La mia professione, soprattutto di esperto nelle disfunzioni posturali, mi porta a risolvere, attraverso la medicina manuale, e con 2/3 sedute, casi quali mal di schiena, problemi alle spalle, ginocchia, caviglie, laddove la sintomatologia si confonde con una patologia organica”.

Può spiegare la differenza? 

“La differenza è che la patologia organica è di competenza specialistica e richiede indagini strumentali e terapia medica o chirurgica. Diversamente, se il problema è solo disfunzionale si risolve con 2/3 sedute di manomedica. Il mal di schiena funzionale (posturale) in fase preclinica non è una patologia vera e propria e la terapia manuale rapida e indolore, effettuata prima che diventi organico, porta sollievo a chi soffre di mal di schiena posturale (circa l’80% della popolazione)”.

Visto il suo curriculum e la sua eccelsa competenza ed esperienza anche in ambito medico, quale ritiene siano le misure da adottare per il contrasto e la prevenzione delle cardiopatie nella vita quotidiana e nello sport?

“Dobbiamo ancora ricercare un elisir di lunga vita, ma vivere più a lungo e in pieno benessere, cioè in salute, è correlato ad uno stile di vita sano che include: cibo, idratazione, buon umore, ritmi biologici e movimento. Come riporto sul retro dei miei bigliettini da visita: ‘un sorriso costa meno dell’elettricità, ma da più luce ed aiuta a vivere meglio’. Occorre poi diffondere la cultura della vita e per questo dobbiamo anche essere preparati alle manovre di primo soccorso. Il sogno è di avere un Italia cardio protetta, evitando la perdita della vita ai 70.000 mila cittadini che annualmente subiscono un arresto cardiaco, attraverso la formazione di tanti volontari alle manovre salvavita con l’uso del defibrillatore”.

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