La prevenzione sanitaria rappresenta uno dei pilastri fondamentali per garantire il benessere delle persone e la sostenibilità dei sistemi di cura. Intervenire prima che le malattie si manifestino o si aggravino significa migliorare la qualità della vita e ridurre i costi sociali ed economici legati alle patologie croniche. Tuttavia, l’accesso alle cure non è sempre uniforme: barriere geografiche, economiche e informative possono limitare la possibilità di sottoporsi a controlli e visite specialistiche. Per questo diventa essenziale promuovere iniziative capaci di avvicinare i servizi sanitari ai cittadini, favorendo una cultura della prevenzione diffusa, inclusiva e accessibile a tutte le fasce della popolazione. Una di queste è “Itinerari della salute”, promossa da Croce Rossa Italiana. Interris.it, in merito a questa esperienza, ha intervistato il dott. Valerio Mogini, direttore della direzione sociosanitaria di Croce Rossa Italiana.
L’intervista
Dottor Mogini, come nasce e che obiettivi ha itinerari della salute?
“‘Itinerari della salute’ nasce da un’esigenza percepita dall’Associazione della Croce Rossa Italiana: avvicinare la salute alle persone e fornire risposte concrete. Si tratta di un impegno che ha sempre caratterizzato l’Associazione, ma che oggi si rafforza ulteriormente. L’obiettivo è offrire un accesso più semplice e diretto alle visite mediche e specialistiche, portando servizi di diverso ambito direttamente sul territorio. In sostanza, il progetto nasce per facilitare l’accesso alle prestazioni sanitarie e rispondere in modo efficace ai bisogni di salute delle persone”.
In che modo la vostra presenza sul territorio favorisce l’accesso alle cure?
“La nostra presenza sul territorio è fondamentale. La capillarità della Croce Rossa consente di leggere in modo immediato le realtà locali e di comprenderne le esigenze. Allo stesso tempo, ci permette di essere un punto di contatto con le ASL, i sistemi sanitari regionali e il Servizio sanitario nazionale. Questa presenza diventa un elemento acceleratore, anche grazie al volontariato, che è parte integrante delle comunità. I volontari riescono a cogliere i bisogni emergenti e a fare da collegamento tra le esigenze della popolazione e le risposte offerte a livello territoriale. Nel caso degli ‘Itinerari della salute’, oltre alla disponibilità di medici, infermieri e volontari, l’obiettivo è creare un raccordo con le strutture sanitarie presenti sul territorio. Non si tratta di un’attività isolata, ma di un’iniziativa pienamente integrata nel contesto locale”.
Quali sono i vostri auspici per il futuro in riguardo allo sviluppo di itinerari per la salute?
“I nostri auspici sono di proseguire nel percorso intrapreso e di ampliare l’offerta. ‘Itinerari della salute’ è un format nato inizialmente con un focus sulla salute cardiologica; quest’anno si arricchisce includendo anche la dermatologia, a partire dai mesi estivi. L’obiettivo è creare sempre più momenti di incontro con la popolazione, estendendo l’iniziativa a un numero crescente di discipline. Vogliamo renderlo un progetto sempre più ampio, capace di mettere in relazione persone, comunità e istituzioni a livello territoriale”.

