Povertà in Italia, il nuovo report di Caritas fotografa un Paese più fragile

Federica De Lauso analizza per Interris.it i dati del Report di Caritas Italiana: aumentano gli occupati in difficoltà, le fragilità sanitarie e le persone sole

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Foto di Joel Muniz su Unsplash

La povertà in Italia sta assumendo forme sempre più complesse e strutturali, coinvolgendo un numero crescente di persone e interessando ambiti che vanno ben oltre la sola mancanza di reddito. Il recente Report statistico di Caritas Italiana ha evidenziato l’emergere di nuove vulnerabilità legate al lavoro, alla casa, alla salute e alla solitudine, delineando un quadro sociale che richiede interventi sempre più mirati e integrati. Interris.it ha approfondito i principali dati emersi dall’indagine intervistando Federica De Lauso, del Servizio Studi di Caritas Italiana.

L’intervista

Dottoressa De Lauso, quali sono gli elementi più importanti emersi dal recente report di Caritas Italiana sulla povertà in Italia?

“Il primo dato riguarda i numeri: tra il 2024 e il 2025 Caritas ha incontrato oltre 282mila persone, il valore più alto degli ultimi anni. Rispetto all’anno precedente l’aumento è dell’1,7%, ma se guardiamo all’ultimo decennio la crescita raggiunge il 48%, pari a quasi 100mila persone in più rispetto al 2015. Dal periodo precedente alla pandemia non abbiamo mai registrato una diminuzione delle richieste di aiuto. Il report evidenzia inoltre una crescente fragilità legata al lavoro. Oggi chiedono sostegno anche molte persone occupate: tra i 35 e i 54 anni gli occupati rappresentano il 31% degli assistiti”.

Il profilo della povertà è cambiato profondamente..

“Si, un tempo prevalevano disoccupati e pensionati, oggi il profilo della povertà è profondamente cambiato. Aumentano anche le difficoltà abitative, sia per chi non ha una casa sia per chi fatica a sostenere affitti e bollette. Crescono poi le fragilità sanitarie: in dieci anni le persone seguite con problemi di salute sono aumentate del 70%. Malattie croniche, oncologiche e disturbi della salute mentale si sommano spesso alle difficoltà economiche, rendendo il bisogno più persistente. Infine, cresce il numero delle persone sole. È una tendenza destinata ad aumentare anche nei prossimi decenni e che richiede risposte adeguate”.

Come si connota l’opera di Caritas Italiana nel supporto alle persone che versano in condizioni di povertà?

“Il nostro punto di partenza è sempre l’ascolto. Attraverso circa 3.500 centri di ascolto presenti sul territorio accogliamo le persone, analizziamo i loro bisogni e quelli dell’intero nucleo familiare, per costruire un percorso personalizzato. Alla risposta ai bisogni primari, come viveri, alloggi temporanei ed empori solidali, affianchiamo un accompagnamento più ampio. Orientiamo le persone verso i servizi del territorio, favoriamo l’accesso ai diritti e alle misure pubbliche spesso poco conosciute e lavoriamo per promuovere autonomia e inclusione sociale. Tutto questo è possibile solo attraverso una rete di collaborazione con istituzioni, servizi sociali e realtà del territorio”.

È fondamentale accompagnare le persone..

“Si, l’obiettivo non è soltanto alleviare un’emergenza, ma accompagnare le persone verso un percorso di emancipazione, che talvolta richiede anni. Viviamo in un contesto di ‘perma-crisi’, segnato da inflazione, guerre e tensioni economiche, aggravato dalla perdita di potere d’acquisto dei salari. Per questo la povertà è sempre più cronica e strutturale. Oggi circa il 10% della popolazione vive in povertà assoluta: quindici anni fa era il 3%. Un fenomeno che non può più essere considerato marginale e che richiede risposte condivise e di lungo periodo”.

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