Povertà energetica: cause e soluzioni di un fenomeno multidimensionale

La spesa per la bolletta è sempre più gravosa per milioni di italiani. La presidente di Rete Assist Marina Varvesi parla a Interris.it dei ted, gli operatori che sostengono chi è in difficoltà, ma non solo

A sinistra: povertà energetica. Foto © Steven Haddock da Unsplash. A destra: La presidente di Rete Assist Marina Varvesi. Foto © Rete Assist.

La povertà energetica un fenomeno multidimensionale, una questione trasversale che riguarda più di un aspetto della vita delle persone. Non si tratta solo di non poter pagar una bolletta, perché si riflette sulla salute, sull’alimentazione, sulla vita sociale degli individui”. Marina Varvesi, presidente Rete Assist e responsabile Area innovazione e ricerca AISFOR, illustra una condizione che nel 2024 ha riguardato 2,4 milioni di famiglie italiane (9,1%), secondo l’Osservatorio italiano povertà energetica.

Presidente, quali sono le cause della povertà energetica?

“L’iniziativa europea sulla povertà energetica (Epah) ne ha individuate tre: il reddito; il mercato, perché quando il costo dell’energia sale aumentano le persone in povertà energetica; la condizione di efficienza energetica dell’abitazione, per cui è importante la riqualificazione. Una cosa che va sottolineata, in ottica positiva, è che è una condizione temporanea, legata a cause contingenti, che grazie alle variazioni o ai bonus, poi rientra”.

Tra la pandemia di Coronavirus e l’inizio della guerra in Ucraina scoppiò uno choc energetico. E’ rientrato o ne stiamo ancora pagando le conseguenze?

“Ne risentiamo ancora, anche se più sotto il profilo sociale che quello economico. I rapporti dell’Oipe negli anni successivi al Covid dicono che la povertà energetica non è cresciuta grazie agli interventi economici che hanno consentito di pagare le bollette, ma ora che i bonus si stanno esaurendo si registra un lieve aumento del disagio. I bonus aiutano a mitigare nel breve periodo, ma non risolvono i problemi. Se è vero che il picco del costo dell’energia elettrica è rientrato, il gas continua ad aumentare e in generale tutti lamentano bollette più alte rispetto a prima. Le soluzioni devono andare alle cause: serve riqualificare gli edifici e i cittadini devono essere più informati sul mercato dell’energia”.

Quali sono le politiche di contrasto alla povertà energetica a livello europeo, nazionale e locale?

“Nell’ultimo decennio l’Unione europea ha sollevato il problema della povertà energetica con una serie di direttive, come il programma di finanziamento LIFE che sostiene progetti innovativi – per esempio ne stiamo studiando l’impatto sulle persone con disabilità – e l’Epah, che fornisce gli indicatori per misurare la povertà energetica e affianca sotto il profilo tecnico le amministrazioni locali. La questione è soprattutto territoriale, le vere ‘antenne’ ce le hanno i comuni, perché conoscono il contesto e sanno quali strumenti possono funzionare. L’anno scorso il Comune di Roma aveva lanciato il servizio itinerante Informa Energia che da settembre a gennaio ha fatto il giro di tutti i municipi capitolini, rispondendo alle domande dei cittadini sui bonus e sulle condizioni del mercato”.

La peculiarità di Rete Assist sono i tutor per l’energia domestica, i ted. Come nasce questa figura e come può aiutare a contrastare la povertà energetica?

“Tutto è partito dal progetto europeo Assist che prevedeva di formare professionisti in grado di aiutare i soggetti in condizioni di vulnerabilità energetica, perché serve un certo bagaglio di competenze tecniche e di empatia per parlare con chi si trova in difficoltà e magari non ha i soldi per pagare la bolletta. Chi è stato sostenuto da un operatore si è sentito meno fragile ed è riuscito a cambiare contratto trovandone un altro più vantaggioso, per esempio. Il progetto Ue è terminato nel 2020 ma noi abbiamo voluto portarlo avanti così nel 2022 abbiamo fondato, insieme a Fondazione Banco dell’Energia e Aisfor, l’associazione Rete Assist, rivolgendoci a chi lo faceva già a titolo volontario con un corso gratuito. Oggi abbiamo attivi sul territorio nazionale 300 tutor che parlano con la gente, danno consigli, aiutano. Ci sono gli operatori che organizzano incontri, individuali o di gruppo come gli Energy Cafè, situazioni informali in cui si parla di energia, e quelli che fanno visite a casa – nelle situazioni in cui la condizione di povertà economica è già presente”.

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