Papa Leone XIV e la sfida del digitale: otto esperti a confronto

Nel suo nuovo libro, il giornalista e vaticanista del Tg2 Enzo Romeo dialoga con alcuni esperti sul cambiamento in atto e delle attese che suscita l'attuale Pontificato

a destra il giornalista vaticanista Enzo Romeo (foto concessa dall'Autore)

In libreria il saggio di Enzo Romeo, “Il Papa delle ‘Cose Nuove’ – Leone XIV e la rivoluzione digitale“. Il libro analizza come Papa Leone XIV, ispirandosi a Leone XIII (Rerum Novarum), affronti la rivoluzione digitale, considerata una sfida antropologica cruciale. Il volume propone una lettura originale del cambiamento in atto e del ruolo della Dottrina Sociale della Chiesa, arricchita da dati e riflessioni di otto esperti, tra cui Don Ciotti, Andrea Riccardi e Lucio Caracciolo

L’Intervista

Un’analisi della sfida lanciata dal nuovo Pontefice. Come nasce esattamente l’idea di approfondire il pontificato di Papa Leone XIV attraverso la chiave della rivoluzione digitale?

“Il libro nasce dal desiderio di approfondire la sfida di cui il Papa ha parlato sin dai primi giorni del suo pontificato. Lui ha scelto il nome Leone in riferimento a Leone XIII, il Papa della Rerum Novarum, che affrontò la rivoluzione industriale. Oggi siamo di fronte a una rivoluzione ancora più profonda e delicata: la rivoluzione digitale, che comporta un vero e proprio cambiamento antropologico dell’uomo. Ci sembrava, con la casa editrice, che questo fosse un tema cruciale, forse uno dei temi decisivi di questo pontificato, e credo che possa incuriosire il lettore: capire come un Pontefice, nel solco della Dottrina Sociale della Chiesa, intenda affrontare una questione così attuale”.

Il testo è diviso in otto capitoli, ognuno affrontato da un esperto. Come avete scelto i temi e i personaggi per dialogare su questa “variante digitale” di Leone XIV?

“Siamo partiti raccontando l’esperienza personale di Prevost che aiuta a comprendere il suo approccio. Lui è cresciuto nella Chicago del dopoguerra, in un mondo cattolico molto strutturato intorno alla parrocchia. A un certo punto, quel mondo è cambiato radicalmente, fino alla chiusura della sua stessa parrocchia. Lui, che iniziava il suo percorso vocazionale, è stato testimone e protagonista di questa rivoluzione sociale fin dalla giovinezza. La sua reazione è stata una spinta missionaria, una risposta in positivo a un cambiamento che sembrava cancellare le sue basi formative”.

I dialoghi spaziano molto, dai “Santi Sociali” ai “preti di strada” (come Don Ciotti) fino all’intelligenza artificiale (con Ivana Pais). Come può la Chiesa impattare su questa trasformazione digitale, mantenendo il contatto con i fedeli senza perdere la dimensione relazionale?

“Ho fatto un excursus storico per mostrare come la Dottrina Sociale della Chiesa si è evoluta dalla fine dell’Ottocento, confrontandosi in ogni epoca con la realtà. Oggi il confronto è con una realtà “magmatica e fluida”, in cui è difficile mettere a fuoco i contorni della persona. I cosiddetti “preti di strada” provano a stare vicini a questa umanità fluida, proprio come i Santi Sociali dell’Ottocento cercarono di rispondere alle esigenze della loro epoca. Oggi, però, come sottolinea Alberto Mellone in uno dei dialoghi, il centro della questione è cambiato: non si tratta più di dare un’ideologia alternativa, ma di ricostruire un mondo che ha perso consistenza. Il problema principale è riportare al centro la persona umana, che sembra sempre più marginalizzata di fronte a individualismi ed egoismi che portano alla violenza e ai drammi che stiamo vivendo”.

A chi suggeriresti in particolare la lettura di questo testo?

“Spero innanzitutto che lo leggano i giovani, perché sono sfide che riguardano direttamente il loro futuro, e mi piacerebbe ricevere il loro giudizio critico. Poi credo che ci sia molta curiosità su questo Papa e sul modo in cui si muoverà. Il punto più serio e delicato che il libro vuole affrontare è questo: se la Chiesa non riuscirà a dare una risposta efficace alla sfida della modernità e del digitale, rischia di non esserci più spazio per l’annuncio del Vangelo. Spero che il libro aiuti il lettore a comprendere questo indirizzo e a sciogliere qualche nodo su dove andrà il pontificato di Leone XIV”.

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