Papa Leone XIV e la devozione alla Madonna del Buon Consiglio

La devozione di Papa Leone XIV alla Madonna del Buon Consiglio. Il giorno dopo la sua elezione la visita al santuario di Genazzano

Foto © Vatican News

Il giorno dopo la sua elezione, avvenuta l’8 maggio 2025, Papa Leone XIV si è recato a Genazzano per una visita privata al Santuario della Madonna del Buon Consiglio. Chi conosceva il cardinale americano (americano perché statunitense di nascita e perché peruviano di adozione) sa quanto il cardinale Robert Francis Prevost sia legato a questa particolare vocazione mariana e a questo santuario italiano.

La sua devozione nasce quando Prevost era un ragazzo, in Stati Uniti. Difatti la provincia degli agostiniani di Chicago la aveva come Patrona quando il giovane Prevost ne entrò a far parte a ventidue anni (provincia di Nostra Signora del Buon Consiglio di Chicago). Più avanti dopo la nomina a Priore Generale dell’ordine Prevost si è recato a Genazzano, così come dopo la nomina a vescovo e poi a cardinale. Ora, infine, a seguito della sua elezione a Sommo Pontefice si è voluto recare al Santuario per ringraziare la Vergine e affidare a lei la nuova missione. Papa Leone XIV ha anche disposto che il quadro della Madonna del Buon Consiglio fosse in Piazza san Pietro il 18 maggio durante la Celebrazione Eucaristica per l’Inizio del Ministero Petrino del Vescovo di Roma.

L’antica devozione tra storia e leggenda

Si tratta di una devozione molto antica che trova le sue radici fuori dall’Italia, in particolare a Scutari, città albanese che ospita il primo Santuario della Madonna del Buon Consiglio. Secondo la tradizione l’immagine attualmente venerata nel santuario laziale proviene infatti dall’Albania. Una vicenda affascinante e straordinaria in cui – come è normale in questi casi – la storia si fonde con la leggenda grazie alla fede semplice ma radicata e solida di un popolo.

Una storia dolorosa perché risale al tempo della persecuzione e della guerra, quando l’Albania fu soggiogata prima dai turchi e poi dal regime comunista. L’esercito ottomano distrusse l’antico santuario dedicato alla “Signora di Scutari” nel 1467. Riedificato, il santuario fu poi nuovamente raso al suolo nel 1967 dalla furia anticristiana del regime comunista che proclamò l’Albania il “primo stato ateo del mondo”. Oggi il Santuario è stato ricostruito e la Madonna di Scutari è venerata dagli albanesi come patrona del paese balcanico. Papa san Giovanni Paolo II benedì la prima pietra del santuario che è stato inaugurato il 24 maggio del 1998.

L’arrivo dell’icona in Italia

La leggenda narra che proprio durante l’assedio dell’esercito islamico l’icona si staccò miracolosamente dal suo posto per venire trasportata dagli angeli in Italia. Due soldati devoti alla Madonna videro l’icona volare sorretta dagli angeli e seguirono il glorioso corteo a piedi lungo terra e mare. Tramite questo straordinario viaggio l’icona della Madonna di Scutari approdò a Genazzano. È in questa località che la vedova, terziaria agostiniana, la beata Petruccia, era alle prese con la ristrutturazione di una chiesetta. Trovandosi in difficoltà economiche, diventata la burla del paese, promise che i lavori sarebbero stati portati a termine dalla Madonna e da sant’Agostino. Il 25 aprile del 1467, festa di san Marco, l’immagine della Madonna del Buon Consiglio apparve miracolosamente stupendo la popolazione e favorendo, nel tempo, molti miracoli. Tra i pellegrini illustri che hanno visitato il santuario ci sono san Giovanni Bosco, santa Teresa di Calcutta e san Giovanni Paolo II.

Parla il rettore del Santuario di Scutari: una “carezza” per l’Albania.

C’è grande gioia nelle parole di don Artur Jaku, sacerdote albanese Rettore della Basilica Madre del Buon Consiglio, già parroco della Cattedrale di Scutari a cui abbiamo chiesto con quali sentimenti il popolo albanese ha accolto papa Leone XIV devoto alla Madonna di Scutari: “Come rettore della Basilica di Madre del Buon Consiglio a Scutari ho accolto con profonda commozione la devozione mariana così viva e sincera del Santo Padre. Per noi albanesi, Nostra Signora del Buon Consiglio non è solo un titolo mariano: è la Patrona, la Madre che ha accompagnato il nostro popolo nei momenti più oscuri della storia, quando la fede era perseguitata e vissuta in silenzio, ma con forza. La visita del Papa alla Basilica gemellata di Genazzano è stata per noi un segno di comunione spirituale e una conferma della presenza viva di Maria nella Chiesa universale e nel cuore del Successore di Pietro. È stata anche una carezza per la nostra nazione e per tutti i fedeli che, sotto lo sguardo di Maria, trovano consiglio, conforto e speranza. Questo gesto del Papa ha rafforzato il nostro impegno pastorale e ci ha ricordato, ancora una volta, che la via del Vangelo passa sempre attraverso il cuore tenero e materno della Vergine”.

Il pellegrinaggio degli albanesi

Ogni anno, nell’ultima domenica di maggio, la comunità albanese presente in Italia si raduna a Genazzano per rendere omaggio alla sua Patrona. Per questo la visita di papa Leone XIV al Santuario è stata accolta con grande gioia dal popolo albanese. “La scelta del papa Leone XIV di recarsi a Genazzano ci ha spiazzati a tutti” ci dice don Raffaele Gagliardi, sacerdote italiano missionario da 28 anni in Albania. “Da più di un mese stiamo organizzando un pellegrinaggio a Genazzano. Più di mille fedeli, alcuni provenienti dall’estero, si recheranno in pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Buon Consiglio. Parteciperanno anche alcuni vescovi albanesi. Ora che il papa ci ha preceduti l’entusiasmo per questo grande evento è alle stelle”.

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