Padre Spadaro: “La Chiesa si riconosce nel volto dei più piccoli”

Il segretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione: "I bambini vanno visti non solo come bisognosi di cure, ma protagonisti capaci di rivelare l'essenziale"

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Foto © Giuliano Del Gatto (Imagoeconomica)

Serve una Chiesa che “sappia riconoscere nel pianto di un bambino – affamato, abbandonato, abusato, spaventato – la propria missione più alta e ineludibile”. Parte da queste parole Padre Antonio Spadaro, segretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, nel commentare una recente lectio magistralis del cardinale José Tolentino De Mendonça, prefetto dello stesso Dicastero, in preparazione alla Giornata Mondiale dei Bambini.

I Bambini protagonisti del mondo di oggi

“Siamo abituati a pensare ai bambini come oggetto delle nostre cure, delle nostre attenzioni, della nostra protezione – ha detto a Interris.it P. Spadaro – il che è assolutamente giusto e corretto. Forse bisogna fare anche un passo avanti, cioè vedere i bambini come protagonisti, ripensare la nostra pastorale, perché i piccoli sono capaci di farci vedere il mondo in una maniera diversa”.

Al centro della Chiesa

Oggi, e la cronaca quotidiana lo dimostra, è necessario educare anche gli adulti a un maggiore ascolto. Non solo le grida dei bambini, ma anche i loro silenzi. E la Chiesa deve metterli al centro. “La chiave giusta è il dialogo tra le generazioni – ha detto ancora padre Antonio Spadaro – Papa Francesco ne ha fatto un tema fondamentale del suo pontificato e Papa Leone lo ha ripreso in uno dei suoi primi discorsi. Dialogo tra le generazioni, anziani e bambini, cioè quelli che spesso non hanno voce, non hanno potere”. Ascoltare i bambini, dar loro voce, accogliere il loro sguardo, non è un gesto simbolico, una concessione gentile. È un gesto radicalmente ecclesiale

Bambini in attesa di iniziare un gioco organizzato dal Pontificio comitato per la GMB (foto: Francesco Vitale)

La quotidianità essenziale dei bambini

Il Segretario del Dicastero parla di una Teologia dell’essenzialità. I bambini possono aiutare quindi a recuperare quell’essenziale che l’adulto oggi ha perso a causa di molte distrazioni e impegni nella quotidianità. “I bambini possono aiutare in tanto in questo – ha aggiunto – perché ci danno uno sguardo sulla realtà. A volte possiamo vedere dei bambini attratti da cose semplici, delle formiche che camminano per terra.
Noi non ci facciamo ovviamente caso. Invece questo sguardo che sa sgranare gli occhi sulla realtà, vedere le cose in maniera nuova, capace ancora, nonostante tutto, di meravigliarsi, è un grande messaggio e una grande lezione per ciascuno di noi”.
Questo permette di superare un altro mito confermato dallo stesso padre Spadaro: “I bambini non sono solo il nostro futuro: sono prima di tutto il nostro presente. Ed da qui che bisogna ricominciare”

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