Ondate di calore: gli alimenti da preferire e gli errori da evitare a tavola

Con il caldo l'alimentazione può fare la differenza: ecco quali cibi scegliere, come idratarsi e gli errori da evitare per proteggere la salute

Immagine creata con ChatGtp

Le ondate di calore sono ormai una presenza sempre più frequente delle estati italiane. Temperature elevate per molti giorni consecutivi non provocano soltanto disagio, ma mettono a dura prova l’organismo, aumentando il rischio di disidratazione, abbassamenti di pressione, colpi di calore e malori, soprattutto tra anziani, bambini e persone affette da patologie croniche. In questo scenario, oltre a bere a sufficienza e a limitare l’esposizione al sole nelle ore più calde, anche ciò che portiamo in tavola può fare la differenza. Un’alimentazione corretta, infatti, aiuta il corpo a mantenere il giusto equilibrio idrico, reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione e affrontare con minore fatica lo stress provocato dalle alte temperature. Non esistono cibi “miracolosi”, ma esistono scelte alimentari che possono contribuire concretamente al benessere quotidiano.

L’idratazione inizia dalla tavola

Quando si pensa all’idratazione viene spontaneo pensare all’acqua, che resta naturalmente il principale alleato contro il caldo. Tuttavia, una parte significativa dei liquidi di cui il nostro organismo ha bisogno arriva anche dagli alimenti. Frutta e verdura estive sono particolarmente preziose perché contengono elevate quantità di acqua e, allo stesso tempo, apportano vitamine, fibre e sali minerali come potassio e magnesio, indispensabili per compensare le perdite dovute alla sudorazione. L’anguria è composta per oltre il 90% da acqua, così come melone, cetrioli, lattuga, zucchine e pomodori. Anche pesche, albicocche e susine rappresentano ottime scelte durante le giornate più calde. Consumare ogni giorno questi alimenti significa non soltanto idratarsi meglio, ma anche alleggerire il lavoro dell’apparato digerente. Il Ministero della Salute raccomanda di bere regolarmente, anche in assenza dello stimolo della sete, perché quest’ultimo compare quando una lieve disidratazione è già iniziata.

Meglio pasti piccoli e leggeri

Il caldo modifica anche il modo in cui il nostro organismo affronta la digestione. Dopo un pranzo abbondante aumenta infatti la produzione di calore corporeo necessaria per metabolizzare gli alimenti, con una conseguente sensazione di stanchezza e pesantezza. Per questo motivo i nutrizionisti consigliano di distribuire il cibo nell’arco della giornata, preferendo cinque piccoli pasti invece di due particolarmente abbondanti. Piatti semplici, insalate di cereali, riso freddo, pasta con verdure, legumi, pesce e carni bianche risultano generalmente più adatti rispetto a preparazioni elaborate, fritture e cibi molto ricchi di grassi. Queste indicazioni sono coerenti anche con le Linee guida per una sana alimentazione elaborate dal CREA, che invitano a privilegiare alimenti freschi, stagionali e una dieta varia ed equilibrata. Anche yogurt e latticini freschi possono rappresentare una soluzione pratica e nutriente, purché vengano conservati correttamente, evitando di interrompere la catena del freddo.

Gli errori che si commettono più spesso

Quando fa molto caldo si tende a cercare refrigerio in bevande o alimenti che, in realtà, possono avere l’effetto opposto. Uno degli errori più frequenti riguarda il consumo di bevande alcoliche. Birra, vino e cocktail possono dare una momentanea sensazione di freschezza, ma favoriscono la perdita di liquidi e rendono più difficile per l’organismo regolare la temperatura corporea. Anche le bibite zuccherate e molte bevande gassate non rappresentano una valida alternativa all’acqua. Contengono elevate quantità di zuccheri e spesso apportano molte calorie senza garantire una reale idratazione. Lo stesso vale per le bevande energetiche e per un consumo eccessivo di caffè o altre bevande ricche di caffeina. Tra i consigli pubblicati dal Ministero della Salute figura anche quello di limitare il consumo di alcolici e bevande zuccherate durante le ondate di calore. Un altro luogo comune riguarda il gelato. Può certamente trovare spazio nell’alimentazione estiva, ma non dovrebbe sostituire abitualmente un pasto completo. Meglio sceglierlo occasionalmente, preferendo i gusti alla frutta rispetto alle creme più ricche di grassi e zuccheri.

Anziani e bambini richiedono un’attenzione particolare

Le categorie più fragili sono anche quelle che risentono maggiormente degli effetti delle alte temperature. Negli anziani il senso della sete tende naturalmente a diminuire con l’età. Questo significa che molte persone arrivano a bere troppo poco senza accorgersene, aumentando il rischio di disidratazione. Per questo motivo è importante ricordare loro di bere frequentemente, anche quando non ne avvertono il bisogno, e proporre alimenti ricchi di acqua durante tutta la giornata. Anche i bambini sono particolarmente vulnerabili. Il loro organismo fatica maggiormente a disperdere il calore e può perdere liquidi molto rapidamente. È quindi consigliabile offrire spesso acqua, frutta fresca e pasti leggeri, evitando giochi e attività sportive nelle ore centrali della giornata. Il Ministero della Salute dedica inoltre una sezione specifica ai comportamenti da adottare per proteggere anziani, bambini e persone più fragili durante i periodi di caldo intenso. Nel caso dei neonati, inoltre, viene raccomandato di aumentare la frequenza delle poppate durante i periodi più caldi, seguendo sempre le indicazioni del pediatra.

Attenzione anche alla conservazione degli alimenti

L’estate non aumenta soltanto il rischio di disidratazione. Le alte temperature favoriscono anche la proliferazione dei batteri negli alimenti, rendendo più frequenti le tossinfezioni alimentari. Per questo è importante conservare correttamente carne, pesce, latticini e piatti pronti in frigorifero, evitare di lasciarli troppo a lungo a temperatura ambiente e lavare con cura frutta e verdura prima del consumo. Le Linee guida del CREA ricordano inoltre che una corretta alimentazione non dipende solo dalla qualità dei cibi scelti, ma anche dalle modalità di preparazione e conservazione degli alimenti, fondamentali soprattutto nei mesi estivi.

Mangiare bene è un gesto di prevenzione

Affrontare il caldo non significa soltanto accendere il condizionatore o cercare luoghi freschi. Anche le scelte che facciamo ogni giorno a tavola possono contribuire a proteggerci. Bere acqua con regolarità, consumare abbondante frutta e verdura di stagione, scegliere pasti leggeri e limitare alcol, bibite zuccherate e cibi troppo elaborati permette all’organismo di affrontare meglio le giornate più torride e di ridurre il rischio di disidratazione. Come ricordano sia il Ministero della Salute sia il CREA, l’alimentazione rappresenta uno dei pilastri della prevenzione e, insieme a una corretta idratazione e a stili di vita adeguati, può contribuire in modo significativo a tutelare la salute durante le estati sempre più calde.

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