Il termine “narcisismo” ha origine dal mito greco di Narciso, raccontato da Ovidio nelle Metamorfosi. Narciso era figlio della ninfa Liriope e del dio fluviale Cefiso, celebre per la sua straordinaria bellezza. Secondo il mito, rifiutava ogni corteggiatore per superbia e fu punito dagli dèi: un giorno, vedendo la propria immagine riflessa nell’acqua di un lago, se ne innamorò perdutamente e, nel tentativo di raggiungerla, annegò.
Il disturbo narcisistico di personalità
In termini generali, il narcisismo fa riferimento al naturale bisogno dell’essere umano di avere una buona considerazione di sé e di cercare, di conseguenza, situazioni che ne rafforzino l’autostima. Tuttavia, esistono forme di narcisismo sane e altre patologiche: le prime sono considerate adattive e utili alla crescita personale, mentre le seconde, disfunzionali, possono sfociare in quello che il DSM-5 definisce “disturbo narcisistico di personalità”. Quest’ultimo si manifesta con un marcato senso di grandiosità, un costante bisogno di ammirazione e una scarsa capacità di provare empatia o di comprendere i sentimenti altrui. Interris.it, in merito a questo tema, ha intervistato Mara Arduca, autrice del libro intitolato “50 domande sul narcisismo”.
L’intervista
Il fenomeno del narcisismo oggi è sempre più diffuso. Come lo si può definire?
“Si manifesta come un costante bisogno di validazione, controllo e senso di superiorità, spesso a scapito degli altri. Si tratta di un comportamento manipolatorio molto sottile ma al tempo stesso profondamente invasivo. Chi lo subisce tende a sentirsi confuso, svuotato e inadeguato, senza riuscire a capire davvero cosa stia accadendo. Oggi se ne parla di più rispetto al passato, anche perché il fenomeno è purtroppo sempre più presente nella quotidianità, anche se il narcisista riesce ancora a nascondersi molto bene dietro atteggiamenti apparentemente innocui”.
Di recente ha pubblicato il libro “50 domande sul narcisismo”. Come si può riconoscere questo fenomeno e superarlo?
“Il narcisismo può essere riconosciuto attraverso segnali specifici: la svalutazione costante dell’altro, la colpa indotta, la totale mancanza di empatia, l’uso frequente di bugie e la manipolazione emotiva. Ho scritto ’50 domande sul narcisismo’ proprio per aiutare le persone a dare un nome a ciò che stanno vivendo, comprendere dinamiche spesso invisibili e iniziare un percorso di consapevolezza. Ogni pagina vuole essere un piccolo passo verso la ricostruzione dell’autostima e dei confini personali. Solo comprendendo davvero i meccanismi del narcisismo si può trovare la forza per uscirne e recuperare sé stessi”.
Che messaggio desidera rivolgere a chi ha subito o sta subendo comportamenti narcisistici?
“Desidero dire loro che non sono soli e che non è colpa loro ciò che stanno vivendo. Meritano relazioni sane, rispetto e amore autentico. La guarigione è possibile: è un percorso lungo ma reale, e rappresenta il più grande atto di libertà e rinascita che ciascuno può compiere per sé stesso. Ritrovare la propria voce e il proprio valore è un diritto”.

