Mar Mediterraneo: la sfida di LifeAdapt per salvare le tartarughe marine

La naturalista di WWF Italia Laura Pintore spiega a Interris.it gli obiettivi del progetto LifeAdapt e il ruolo delle tartarughe marine nella tutela degli ecosistemi marini

Foto di Pexels da Pixabay

La crisi climatica sta modificando rapidamente gli ecosistemi del Mediterraneo, mettendo a rischio habitat e specie marine di straordinario valore, come ad esempio le tartarughe marine. Di fronte a queste sfide, la tutela della biodiversità richiede un approccio sempre più orientato alla prevenzione, alla ricerca scientifica e alla collaborazione tra istituzioni, comunità locali e cittadini. In questo contesto si inserisce il progetto LifeAdapt, promosso dal WWF Italia, insieme a diversi partner internazionali, con l’obiettivo di favorire l’adattamento delle specie simbolo ai cambiamenti climatici. Interris.it ne ha parlato con la dott.ssa Laura Pintore, naturalista ed esperta di cetacei del WWF Italia, impegnata nella conservazione della fauna marina dal 2017.

L’intervista

Dottoressa Pintore, come nasce e che obiettivi ha il progetto LifeAdapt?

“LifeAdapt nasce dalla consapevolezza che la crisi climatica sta già trasformando il Mediterraneo. L’aumento delle temperature, l’innalzamento del mare e l’erosione delle coste minacciano habitat fondamentali per specie come la tartaruga marina Caretta caretta, la tartaruga verde e la foca monaca. Per questo il WWF, insieme a partner scientifici di Italia, Grecia e Cipro, ha avviato un progetto che punta a capire come aiutare queste specie ad adattarsi ai cambiamenti climatici. L’iniziativa individua gli habitat più idonei per il futuro e monitora i siti di nidificazione e sviluppa strategie per renderli più resilienti”.

Che ruolo rivestono le tartarughe per la salvaguardia degli ecosistemi marini?

“Le tartarughe marine sono una componente essenziale degli ecosistemi. Nel corso della loro vita attraversano spiagge, praterie di Posidonia e mare aperto, contribuendo al loro equilibrio. La loro presenza indica un mare in buona salute, mentre un eventuale declino segnala alterazioni degli habitat. Per questo sono considerate specie sentinella. Sono anche specie bandiera, capaci di sensibilizzare l’opinione pubblica. Proteggerle significa salvaguardare interi ecosistemi e i benefici che il mare offre, dalla biodiversità alla pesca, fino alla tutela delle coste e delle comunità che vi abitano”.

Quali sono gli auspici di WWF Italia per il futuro su questi temi?

“L’auspicio è che le tartarughe marine diventino il simbolo di un nuovo rapporto con il mare. Oggi abbiamo conoscenze e strumenti efficaci, ma la tutela della biodiversità può funzionare solo come responsabilità condivisa. È necessario che istituzioni, cittadini, pescatori, operatori turistici e amministrazioni collaborino per proteggere gli habitat più importanti. LifeAdapt dimostra che conservazione della biodiversità e adattamento ai cambiamenti climatici sono due aspetti della stessa sfida. Garantire un futuro a specie così antiche e vulnerabili significa costruire un futuro più sicuro e resiliente anche per l’uomo”.

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