Magnifica Humanitas: l’enciclica che parla ai giovani

Gigio Rancilio, autore del libro "Questa enciclica è una hit! La Magnifica Humanitas per i ragazzi" riflette con Interris.it sul valore educativo dell'enciclica di Leone XIV

Gigio Rancilio Foto Gigio Rancilio, per sua gentile concessione

La Magnifica Humanitas di Leone XIV affronta alcune delle grandi sfide del nostro tempo, dall’intelligenza artificiale alla rivoluzione digitale, mettendo al centro la dignità della persona, il valore delle relazioni e la responsabilità di costruire insieme il futuro. Un messaggio che parla anche ai più giovani e che può diventare uno strumento prezioso per accompagnarli nella crescita. Interris.it, su questo tema, ha intervistato Gigio Rancilio, già caporedattore del quotidiano Avvenire e autore del libro “Questa enciclica è una hit! La Magnifica Humanitas per i ragazzi”, edito da Ancora.

L’intervista

Rancilio, Magnifica Humanitas di Leone XIV è un documento fondamentale. A suo parere, come può essere spiegata ai ragazzi?

“Ho immaginato di rivolgermi a mia figlia di 18 anni, ai suoi coetanei e agli amici più giovani che frequenta. Ho cercato di spiegare perché questo documento valga davvero la pena di essere letto. Non solo perché è un testo del Papa, né soltanto perché affronta temi come l’intelligenza artificiale e la vita digitale, fatta di smartphone, schermi e social, nella quale anche i ragazzi sono immersi. Il suo messaggio più importante è un altro: ci invita a riflettere sul futuro che vogliamo costruire”.

Il Papa ci dona una riflessione di grande importanza..

Si, in un mondo in cui gli adulti spesso criticano i giovani, li definiscono svogliati o disinteressati e descrivono il domani con toni cupi, il Papa è una delle poche figure autorevoli che dice loro: voi appartenete a una magnifica umanità. Significa ricordare ai ragazzi che sono preziosi, che ciascuno, con i propri talenti e persino con i propri limiti, è chiamato a contribuire al futuro dell’umanità e, per chi crede, anche al Regno di Dio”.

L’enciclica ribadisce la centralità della persona. In che modo, secondo lei, noi adulti possiamo trasmettere questo principio ai ragazzi?

“Credo soprattutto con l’esempio, più che con le parole. Spesso diciamo ai ragazzi di alzare gli occhi dal cellulare, ma dimentichiamo di offrire loro un’alternativa. Perché dovrebbero staccarsi da uno strumento che racchiude musica, video, libri, immagini e tutto ciò che il mondo può offrire, semplicemente perché noi glielo chiediamo? Dobbiamo essere noi i primi a dimostrare che vale la pena spegnere lo schermo per vivere esperienze autentiche. Una pizza tra amici, una serata insieme, una conversazione vera: sono gesti semplici, ma fondamentali”.

Il Santo Padre ci invita a riscoprire il valore dell’incontro..

“Si, il Papa ci invita proprio a riscoprire il valore dell’incontro e delle relazioni non mediate dalla tecnologia. Essere umani significa prima di tutto saper entrare in relazione con gli altri, ma anche continuare a ragionare, imparare, studiare e coltivare la curiosità. Solo così le tecnologie resteranno strumenti al servizio dell’uomo e non il contrario”.

Recentemente ha pubblicato il libro Questa enciclica è una hit. Che messaggio ha voluto lanciare a quelli che saranno gli adulti del domani?

“Che valgono. E valgono tantissimo. Ogni ragazzo è chiamato a fare qualcosa di grande. Il Papa lo racconta attraverso la figura di Neemia, che lascia una posizione prestigiosa alla corte del re per tornare a Gerusalemme e ricostruire le mura della città, un pezzo alla volta, coinvolgendo i suoi concittadini. È un’immagine potente: le grandi opere si realizzano insieme. Nessun contributo è inutile. Un piccolo pezzo di muro, accanto a quello costruito da un altro e poi da un altro ancora, può ricostruire un’intera città. Allo stesso modo, ciascuno di noi, facendo la propria parte, può contribuire a costruire il futuro dell’umanità”.

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