La Porta d’Europa: il ricordo dei migranti morti in mare

A Lampedusa, isola simbolo delle migrazioni, c’è un monumento che ricorda chi ha perso la vita nella traversata del Mediterraneo: Papa Leone lo visiterà

A sinistra: la Porta d'Europa a Lampedusa. Foto © Francesco Cavalli (Associazione Amani Ets). A destra: Pietro Veronese. Foto © Enza Tamborra (gentilmente concessa)

La Porta d’Europa è fatta di ceramica e ferro e si staglia davanti alle acque del Mediterraneo, sull’isola di Lampedusa. Migliaia di persone hanno visto in questa porzione di terra, più vicina alle coste africane che all’Italia, la porta d’accesso al continente europeo. Per tante altre, invece la speranza di una nuova vita è stata inghiottita dalle onde. In loro ricordo è stato realizzato quel monumento, dove Papa Leone XIV si recherà durante la visita pastorale.

Sui passi di Papa Francesco

Il Santo Padre si reca sull’isola dove per primo era stato Papa Francesco. Lì l’8 luglio 2013 il pontefice argentino aveva denunciato la globalizzazione dell’indifferenza. Il cammino di Leone si muove sui passi del suo predecessore, poiché il Papa statunitense, facendo tappa alle Canarie, punto nevralgico della rotta migratoria atlantica, ha realizzato quello che era un intento già di Bergoglio. A testimoniare l’importanza di quel messaggio e a dimostrare attenzione all’umanità in movimento, a Molo Favaloro Leone benedirà la targa con cui l’approdo viene intitolato al Papa argentino e incontrerà alcuni migranti. “Molo Papa Francesco, luogo di approdo, speranza e umanità”, recita la scritta.

Verso l’Europa

Negli anni in cui si formava l’ondata migratoria, Lampedusa è stata il punto di arrivo e una sorta di porta d’accesso per chi sperava di entrare in Europa. Tra il 2003 e il 2008 gli arrivi sono passati da 8.800 a 19.764, secondo il Ministero dell’Interno, mentre il decennio successivo vede i flussi migratori crescere notevolmente. Più di recente, il picco complessivo di sbarchi si è registrato nel 2023, con 157.652 migranti arrivati via mare rispetto ai 66.477 del 2021, tornando poi poco sopra i 66mila al 2025. Dall’1 giugno 2023 e fino al 31 maggio 2026 l’hotspot lampedusano, gestito da Croce rossa italiana, ha accolto 182.802 persone migranti, e gli approdi continuano anche nelle ultime ore.

La memoria dei migranti

Non tutti quelli che prendevano la via del mare sopravvivevano al viaggio. Per loro, molto prima che si cominciasse a parlare di “crisi dei migranti”, si è voluto incidere un segno che li ricordasse. “Ci sembrava importante che si fosse un memoriale dedicato a tutte quelle persone che si erano imbarcate portando con sé la speranza ed erano state beffate dal destino”, racconta a Interris.it Pietro Veronese, giornalista di esteri di lungo corso e portavoce dell’Associazione Amani ETS, ong che realizza progetti in Kenya, Zambia e Sudan. La Porta d’Europa nasce come un’idea senza una precisa forma iniziale, ma già ricca di sostanza.

Un’opera collettiva

L’associazione se ne fa promotrice insieme ad Arnoldo Mosca Mondadori, fondatore della Casa dello Spirito e delle Arti, e il compito di progettare l’opera viene affidato all’artista Domenico “Mimmo” Paladino. Qui la sostanza dell’idea trova la sua forma, quella della porta. “Si è trattato di un’iniziativa senza precedenti, resa possibile dal contributo di tutti quelli che vi hanno partecipato, un’opera collettiva”, sottolinea Veronese. La risposta della comunità lampedusana è corale e il 28 giugno 2008, dopo il “viaggio” dei pezzi del monumento partiti dall’Emilia-Romagna, dov’erano stati realizzati, fino all’isola, si inaugura la Porta d’Europa. Per l’occasione, diversi cantanti e musicisti, tra cui Lucio Dalla si esibirono in un concerto gratuito in piazza.

Il gesto del Papa

Alcune settimane fa, su un’altra isola-simbolo delle migrazioni, Gran Canaria, Leone XIV ha ricordato al mondo che la dignità umana non ha passaporto e che coloro che si lasciano alle spalle la propria famiglia e la propria terra non sono né numeri né fascicoli. A quasi vent’anni dal giorno in cui la Porta d’Europa è stata installata, il Papa sosterà davanti al monumento, dopo aver deposto un omaggio floreale sulle tombe di alcuni migranti morti in mare e sepolti nel cimitero di Cala Pisana. Un momento di commemorazione e insieme un monito a non abituarsi a vedere il Mediterraneo trasformato in un cimitero senza lapidi. “Sapere che Papa Leone andrà alla Porta è una grandissima emozione”, commenta Veronese, “e ci fa capire che con questa iniziativa abbiamo realizzato qualcosa di giusto e di importante”.

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