A Milano, secondo gli ultimi dati disponibili, risiedono 2.600 senzatetto, di cui, oltre il 30%, ha alle spalle uno sfratto e la povertà sta progressivamente cambiando volto e necessità di maggiore attenzione da parte dell’opinione pubblica nel suo complesso.
La “Notte dei senza dimora”
Nel capoluogo lombardo, su questo versante, il prossimo 18 ottobre, grazie al contributo di oltre venti realtà associative coinvolte, si svolgerà la “Notte dei senza fissa dimora” la quale, attraverso un momento di gioia e condivisione, vuole fare luce sul vissuto quotidiano dei senzatetto. Interris.it, in merito a questa esperienza di fraternità concreta, ha intervistato il dott. Piero Magri, presidente dell’associazione “Insieme nelle terre di mezzo”, realtà organizzatrice dell’iniziativa in oggetto.

L’intervista
Dottor Magri, quali saranno le peculiarità della nuova edizione della “Notte dei senza dimora”?
“La venticinquesima edizione riprende un tema che ci sta molto a cuore: il diritto alla casa. Riteniamo che la casa non debba essere un privilegio, ma un diritto di tutti. Chi vive per strada, nel 99% dei casi, non lo ha scelto. In una città come Milano, dove il tema abitativo è oggi particolarmente caldo, vogliamo riportare l’attenzione su questo diritto fondamentale, che tocca anche la visione di città che vogliamo costruire: per chi costruiamo, in che modo e con quale idea di futuro. Abbiamo scelto un approccio più esperienziale che teorico. Non vogliamo limitarci a dati o riflessioni, ma coinvolgere attivamente le persone attraverso attività che invitino a pensare al significato profondo di ‘casa’. In piazza allestiremo un grande cartello con la domanda ‘Per te che cos’è casa?’. Chi parteciperà potrà scrivere o disegnare la propria risposta su post-it o fogli. È un’occasione per riflettere su ciò che diamo spesso per scontato: cos’è davvero la casa? Solo quattro mura e un tetto, oppure relazioni, radici e legami che ci fanno sentire accolti?”
Nel corso della vostra storia recente, in che modo avete supportato i senzatetto?
“La Notte dei senza dimora è nata 25 anni fa dal desiderio di conoscere la ‘città invisibile’ e dare voce a chi vive la povertà estrema. Il nostro ruolo è quello di creare un’occasione di incontro, una festa dove la città intera possa ritrovarsi. Collaboriamo con oltre venti associazioni, diverse tra loro per dimensioni e ambiti, ma tutte unite dallo stesso spirito. Quando organizziamo la notte, siamo tutti alla pari: ogni realtà porta ciò che sa fare, le proprie risorse, competenze ed energie. Questo è uno degli aspetti più belli della manifestazione. In particolare, quest’anno, realizzeremo un momento di panificazione collettiva, un gesto semplice ma fortemente simbolico. In collaborazione con la Fondazione IBWA, che gestisce un panificio solidale, impasteremo insieme farina, acqua e lievito direttamente in piazza. Il pane verrà poi cotto nel loro forno e condiviso durante la cena. È un modo per riscoprire il senso del “fare casa”: impastare, cuocere e spezzare il pane insieme rappresenta la comunità, la condivisione e l’umanità che vogliamo celebrare”.
C’è un ricordo particolare legato alle edizioni passate?
“Alla fine della scorsa edizione, una donna che vive in strada ci ha ringraziato dicendo: “Grazie per questa festa, nessuno fa festa con noi.” È stato un momento toccante, che ci ha fatto capire quanto sia importante creare occasioni di incontro autentiche. Anche se organizzare l’evento richiede molte pratiche e permessi, parole come quelle ripagano ogni sforzo”.
Quali sono i vostri auspici per questa edizione?
“Il nostro sogno è che questa possa essere l’ultima Notte dei senza dimora, perché significherebbe che tutti hanno finalmente una casa. Sappiamo che non accadrà presto, ma resta la nostra speranza e la direzione verso cui lavoriamo”.
Come può partecipare e contribuire chi desidera sostenervi?
“Invitiamo tutti a partecipare con cuore aperto e spirito libero. Vorremmo che in piazza ci fossero molte persone, per condividere un momento di festa e di conoscenza reciproca. Anche un semplice saluto o uno sguardo può fare la differenza: serve ad abbattere le paure e a riconoscere l’altro come parte della stessa umanità. Inoltre, raccoglieremo prodotti per l’igiene personale, spazzolini, dentifrici, saponi, rasoi, spazzole, che verranno poi distribuiti sotto forma di kit ai senza dimora. È un gesto semplice, ma concreto. La Notte dei senza dimora è una festa aperta a tutti, un’occasione per ricordarci che apparteniamo alla stessa famiglia umana. È un momento di condivisione, riflessione e speranza, in cui la città si ritrova per riconoscere che la casa non è solo un luogo fisico, ma anche e soprattutto un legame tra le persone”.

