Karamoja: la speranza che nasce tra i giovani grazie ad “Africa Mission”

Carlo Ruspantini, direttore generale di Africa Mission, racconta a Interris.it il progetto Centro Giovani di Moroto in Uganda

missioni
@ Africa Mission

L’Uganda, cuore verde dell’Africa orientale, è un Paese ricco di contrasti e di straordinarie risorse naturali. Conosciuta come la “perla d’Africa” per la varietà dei suoi paesaggi, ospita comunità giovani e vitali, ma segnate da profonde sfide sociali, economiche e ambientali. Accanto a regioni in crescita, persistono aree marginalizzate che richiedono sostegno e percorsi di sviluppo integrale, come la regione del Karamoja. In questo contesto, educazione, solidarietà e cooperazione rappresentano strumenti decisivi per costruire futuro e dignità. Interris.it, ha intervistato Carlo Ruspantini, direttore generale di Africa Mission.

L’intervista

Ruspantini, come nasce l’esperienza del Centro Giovani di Moroto?

“Nel Karamoja, una delle regioni più povere e isolate dell’Uganda, da anni è attiva un’esperienza che accompagna le nuove generazioni di karimojong nella scoperta delle proprie capacità. Il Centro Giovani di Moroto, nato nel 1987 grazie all’intuizione del fondatore di Africa Mission, don Vittorio Pastori – per tutti don Vittorione – è cresciuto nel tempo fino a diventare un vero e proprio Community Development Centre. Oggi rappresenta un punto di riferimento educativo e sociale fondamentale, un luogo dove i giovani possono affrontare le sfide della contemporaneità senza perdere il legame con la loro tradizione. È un centro che aiuta a crescere, camminando accanto ai ragazzi nel loro percorso tra passato e futuro”.

Quali obiettivi vi guidano?

“Il centro è uno spazio vivo, un laboratorio aperto in cui i giovani possono praticare attività sportive e ricreative, incontrarsi, formarsi e ricevere gli strumenti per costruire il proprio domani. Puntiamo a un doppio obiettivo: sostenere chi vive in condizioni di svantaggio e offrire ai ragazzi la capacità di leggere criticamente le proposte del mondo moderno, valorizzando ciò che fa fiorire la loro persona e scartando ciò che li ridurrebbe a semplici consumatori. Don Vittorione ricordava spesso che “non puoi dire a un affamato che Gesù è buono se prima non gli dai da mangiare: è la Carità che parla”. Con questo spirito, lo scorso anno Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo ha avviato un progetto triennale che oggi offre percorsi di formazione professionale a 354 giovani karimojong, molti dei quali segnati da marginalità, disoccupazione e scarsissime opportunità. Dietro i numeri ci sono destini che cambiano: giovani che imparano un mestiere, ma anche il valore della corresponsabilità e del servizio. I corsi attivi spaziano dalla muratura all’idraulica, dall’installazione solare alla meccanica, dall’ospitalità alla parruccheria, dalla lavorazione dei metalli alla sartoria, fino alla zootecnia. Ogni percorso è un seme di speranza che inizia a germogliare”.

Quali auspici avete per il futuro? E come si può sostenere la vostra opera?

“Africa Mission non porta solo aiuti materiali: sceglie di camminare accanto alle persone. È questo lo stile che ci guida e che Papa Francesco ci ricordava spesso: la missione non è proselitismo, ma vicinanza, cura, attrazione. In Karamoja stiamo costruendo uno sviluppo integrale, dove la formazione professionale si intreccia con quella umana e spirituale, convinti che ogni persona, anche nel villaggio più remoto, abbia un dono da offrire. Chi desidera aiutarci può farlo in molti modi: con una donazione, con la preghiera, con il volontariato o semplicemente dando voce a chi non ce l’ha. Come ripeteva don Vittorione: “Non si può restare a guardare. Bisogna partire, andare incontro, mettersi in gioco. Perché l’amore di Dio si annuncia anche con un martello, un ago o una chiave inglese”.

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: