Inclusione, accessibilità, lavoro: a che punto è la Carta di Solfagnano

Un anno dopo la firma della Carta di Solfagnano, il ministro Alessandra Locatelli ha coordinato una giornata di panel sui progressi fatti per la vita delle persone con disabilità

Nell'immagine: a sinistra il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, a destra un momento degli incontri (foto © Ufficio stampa del Ministro)

La macchina è stata messa in moto, ora deve accelerare. L’immagine, usata da uno dei relatori della giornata di incontri dedicata a fare il punto sulle priorità della Carta di Solfagnano a un anno dalla firma, indica che il cambiamento è stato innescato. Ora il processo va accompagnato e messo a terra per far entrare l’inclusione delle persone con disabilità nelle agende politiche di tutti i Paesi, garantire l’accessibilità e la dimensione ricreativa, culturale e sportiva, realizzare l’autonomia rendendo il lavoro strumento di emancipazione, infine progettare una prevenzione e una gestione dell’emergenza e della post-emergenza che tengano conto dei bisogni speciali. “L’inclusione è piena realizzazione di ogni persona“, esordisce il ministro Alessandra Locatelli, “il cuore pulsante della riforma sulla disabilità è il progetto di vita, insieme all’inclusione lavorativa, aspetto fondamentale per la piena partecipazione”.

Cambiamento culturale

La Carta di Solfagnano, con le sue otto voci che puntano a dare centralità alla persona e a valorizzare le sue potenzialità, è ritenuta un cambiamento culturale. “I Paesi che l’hanno sottoscritta hanno deciso di promuoverlo e per farlo ci vogliono un’azione corale e del tempo”, spiega l’esperta di politiche sociali e disabilità del Ministero Claudia Moneta, “per l’Italia è stata l’occasione per far conoscere il progetto di vita”. A livello globale, il documento “ha avuto un effetto moltiplicatore sull’attività del ministro per le Disabilità Locatelli – dichiara il consigliere per le relazioni internazionali Luigi Zamporliniall’Italia è stato riconosciuto un ruolo da protagonista”, sfociato in ulteriori forme di cooperazione, tra cui il memorandum con l’Ucraina.

Foto © Ufficio stampa del ministro per le Disabilità

La riforma

Sotto il profilo tecnico, l’esperto giuridico del ministero Gianfranco De Robertis ha illustrato le direttrici della riforma della disabilità, formazione, sperimentazione – partita in diverse provincie dal 1° gennaio 2025 – supporto e accompagnamento dei territori. “Occorre individuare percorsi atipici al di là dell’offerta esistente – dice – la macchina che abbiamo messo in moto deve assolutamente accelerare”. Il Capo di gabinetto del ministro Locatelli Antonio Caponetto ha spiegato come con il bando di prossima uscita “Vita e opportunità” da quasi 300 milioni di euro, rivolto agli enti del Terzo settore, si voglia innescare in circolo virtuoso che consenta a queste realtà di diventare economicamente sostenibili.

Possibilità di scelta

Accessibilità vuol dire poter scegliere. Suor Veronica Donatello, responsabile del servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità della Cei, ha raccontato come gli eventi giubilari abbiano dato la possibilità di cambiare mentalità nell’organizzazione di percorsi e proposte. In scia l’intervento del direttore tutela dei diritti del passeggero dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) Mark De Laurentiis, dove ha parlato dei progetti dell’autorità per rendere accessibile il trasporto aereo, come “One click away” che facilita la navigazione sui siti delle compagnie aeree. Dal mondo dei giovani, due studenti dell’istituto superiore “Tito Sarrocchi” di Siena, Gabriele Marsalona e Camilla Cepparulo hanno parlato del prototipo di sedia a rotelle automatizzata che si può comandare con il movimento della testa o con la voce ideato a scuola.

Il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli ha consegnato alle sorelle Paola e Francesca Colaiacovo la copia originale della Carta di Solfagnano (foto © Ufficio stampa del ministro per le Disabilità)

I talenti

Voce al mondo dello sport paralimpico con il fondatore di Special Olympics Alessandro Palazzotti – “lo sport permette di mostrare le proprie abilità e praticarlo insieme crea comunanza” – e il presidente del Comitato paralimpico italiano Umbria Marco Peciarolo che ricorda la necessità di “impianti accessibili e persone formate”. Fiducia è la parola chiave per don Andrea Bonsignori, direttore generale della scuola del Cottolengo di Torino e presidente dell’impresa sociale BreakCotto. “Se si dà fiducia si entra in una realtà inaspettata. Abbiamo dato vita a un’impresa sociale e ora sta sul mercato”. La dimensione lavorativa è entrata anche tra le mura dell’Istituto serafico di Assisi. “Dopo il G7 è partito il progetto ‘Guardando al futuro’ che vuole mettere insieme vita indipendente e lavoro”, dice la presidente Francesca Di Maolo. Spazio all’arte senza barriere con la presidente di Arte nel Cuore Daniela Alleruzzo, che da vent’anni forma alla carriera artistica ragazzi con disabilità e normodotati, e la ballerina professionista Carmen Diodato, non udente, che lancia un messaggio ai giovani: “Non fermatevi a metà strada, siate determinati, pazienti e pensate in maniera positiva”.

Bussola per le emergenze

La notizia che il ministro Locatelli ha annunciato l’assistenza alle persone con disabilità di Gaza ha portato all’attenzione il tema della gestione dell’emergenza e della post-emergenza in caso di conflitti, crisi climatiche e umanitarie. “La Carta di Solfagnano è una bussola” sulla questione, è intervenuto Nawaf Kabbara dell’Alleanza internazionale per la disabilità. Luisella Bosisio Fazzi, del Forum europeo sulla disabilità, sottolinea l’importanza di coinvolgere le persone con disabilità nel pensare i sistemi di allerta, di stanziare fondi per rifugi inclusivi e costruire garantendo accessibilità e resilienza post-evento. Antonella Nicotra, capo del Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità, ha illustrato tre progetti, abitazioni di emergenza in Romania al confine con l’Ucraina per chi fugge dalla guerra, un laboratorio di falegnameria in co-partenariato Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo (Aics)-Cottolengo in Kenya e rete la rete per Gaza. In conclusione, il ministro Locatelli: “Il G7 è stato una tappa nella costruzione di un modo di ragionare diverso, dal confronto nascono idee e buone pratiche. Il prossimo passo è Expo Aid 2026 a Rimini”. Il viaggio prosegue.

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