L’utilizzo dei caratteri e degli stili di stampa, oggi riferito soprattutto al mondo digitale e interconnesso di tutto il globo, è finalizzato a ottenere un’efficace comunicazione e, nella logica del mercato, a procurare visibilità e ritorni economici. Risulta interessante conoscere la storia, le curiosità e le motivazioni che hanno contrassegnato, nei secoli scorsi, la nascita e lo sviluppo dei caratteri tipografici.
Carattere, font, glifi: le differenze
Nel linguaggio comune si tende a utilizzare i termini “caratteri”, “font” e “glifi” come sinonimi. In realtà, vi sono delle differenze. Il carattere rappresenta la singola lettera, numero o segno di interpunzione. Font indica lo stesso stile grafico, con identiche caratteristiche, adottato per tutti i caratteri. I glifi sono i segni che diversificano il singolo carattere (cediglia, accento, ecc.). Riguardo all’utilizzo del femminile o del maschile per il termine font, sono nate diverse diatribe. L’Accademia della Crusca specifica “è preferibile, in ogni caso, impiegare il maschile ‘font’ per la terminologia informatica e ripristinare il termine originario femminile ‘fonte’ per quella tipografica; in questo modo, oltre a mantenere la distinzione semantica connessa ai due ambiti, si renderebbe conto della diversa origine inglese e francese delle due forme”.
La presa sul lettore
Font deriva, originariamente, dal francese medievale “fonte” che significa “ciò che è stato fuso” e si riferisce al metallo inserito negli stampi di ogni carattere mobile. I font sono fondamentali nel linguaggio del commercio, della politica, dell’informazione e della moda. È stato dimostrato come alcuni abbiano più presa sul lettore. La scelta di tali caratteri, quindi, nella società del numero e della quantità, deve ricadere su quelli più accattivanti in termini di attenzione e di impatto sul cliente. Oggi, nei fogli di scrittura digitali, sono presenti in quantità elevata, disponibili attraverso una precisa scelta e suscettibili, per il comune utente, di facili variazioni, perlopiù legate al gusto personale. Il noto programma di videoscrittura “Word” di Microsoft prevede, nella sua versione base, circa 200 tipi di font. Nel web, siti specifici, fra cui Google Fonts, offrono l’opportunità di scegliere fra migliaia di grafie, spesso gratuite e libere. L’elevato numero degli stili si spiega anche con la diffusione, scaglionata nel lungo tempo, dei diversi font, caratterizzati, quindi, anche da gusti, sensibilità, moda ed estetica legata all’epoca in cui si sono stati pensati e realizzati. La selezione fra le varie opportunità di stampa dipende anche da scelte politiche e dal messaggio che si intende veicolare. Durante il fascismo, a esempio, furono utilizzati font come Etna, Bodoni e quelli della Roma antica, con linee forti, squadrate, massicce e di forte impatto visivo.
Parole di speranza e pace
A proposito di linguaggio, scritto e orale, nel Messaggio per la Quaresima 2026, del 5 febbraio scorso, Leone XIV ricordava “quest’anno vorrei richiamare l’attenzione, in primo luogo, sull’importanza di dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto, poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro. […] Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”.
Icone riconoscibili
Simon Garfield, giornalista e saggista, è l’autore del volume “Sei proprio il mio typo” (sottotitolo “La vita segreta delle font”), pubblicato da “TEA” nel giugno 2021. Parte dell’estratto recita “Pressoché sconosciute fino a vent’anni fa, grazie all’avvento della tecnologia informatica oggi le font sono a tutti gli effetti protagoniste del nostro quotidiano […] Conoscere l’affascinante mondo delle font che, come sottolinea l’autore, non sono il semplice disegno di lettere dell’alfabeto, ma costituiscono un vero e proprio veicolo di emozioni. […] È proprio in virtù di questa loro innata capacità comunicativa che, in molti casi, sono finite per diventare icone universalmente riconoscibili”.
Scritture a rischio
linguisticamente.org, sito di divulgazione scientifica riguardo al linguaggio, precisa quanto segue; “Globalmente esistono circa 7000 lingue, e di queste 1500 usano l’alfabeto romano. Questo, in numeri umani, corrisponde a circa cinque miliardi di persone. Il mondo, soprattutto quello occidentale, è immerso nella cultura alfabetica. Se comparato al secondo sistema in classifica, il cinese, che è usato da 1.4 miliardi di persone, e dal terzo, l’abjad arabo usato da 660 milioni, c’è poca competizione. […] Scrittura e lingua non sempre vanno pari passu o a braccetto. Per le 7000 circa lingue parlate oggi al mondo, sono attestate a livello storico meno di 300 scritture (293 a essere precisi). In tutto il mondo. Sono pochissime. Di queste molte sono estinte e altre sono in pericolo di estinzione. Si calcola che oggi l’85% delle scritture usate nel mondo stia raggiungendo il tipping point di obsolescenza, non essendo insegnato nelle scuole o non essendo riconosciuto con uno status speciale o ufficiale”.
Gli stili più diffusi
Fra le tipologie di caratteri ci sono i corsivi, che replicano la grafia a mano e che, per non appesantire la fluidità della lettura (l’occhio umano fatica a sopportarli), si usano per testi brevi (a esempio Edwardian Script ITC). Per locandine e titoli si preferiscono font molto spessi e ben visibili (a esempio Broadway). Fra gli stili più diffusi vi sono il Times New Roman che rientra nel gruppo dei Serif (con grazie) che presentano piccole appendici decorative ai margini delle lettere, quindi più eleganti e tradizionali. Vi è, poi, soprattutto con Arial e Calibri, l’ambito dei Sans Serif (ossia senza grazie), una categoria priva dei suddetti ornamenti, più semplice che lancia un messaggio di affidabilità dinamica e tecnologica. Alcune particolarità: i font che iniziano con Caps prevedono solo la forma maiuscola, quelli definiti con Mono contemplano, per ogni carattere, lo stesso spazio orizzontale (a esempio il noto Courier). Nella stesura del primo libro stampato al mondo (la Bibbia), avvenuta tra il 1453 e il 1455, Gutenberg utilizzò il gotico (oggi presente solo per le testate di alcuni quotidiani). Lo stile Helvetica (San Serif), creato in Svizzera nel 1957, essenziale e chiaro, più diffuso al mondo, è stato utilizzato da celebri marchi automobilistici. Didot (Serif), creato in Francia nel Settecento, si caratterizza per tratti verticali molto spessi e spazi orizzontali sottili, è utilizzato da diverse case di alta moda.
Il web design
A livello pubblicitario, sia in forma cartacea (locandine, volantini, brochure, striscioni, manifesti) e digitale (siti, social), è necessario puntare su grafie di sicuro appeal, chiare, che si apprendano facilmente e restino nella memoria del consumatore. Il logo del brand, da fissare anche su oggetti vari (magliette, cappellini, ecc) deve essere sempre immediatamente riconducibile. Nel mercato odierno, il web design riveste un’importanza fondamentale. Nella decisione, risulta molto importante valutare la giusta distanza tra i caratteri del font nonché lo spessore (variante di peso) orizzontale e verticale. Potrebbe risultare opportuno, sia negli scritti personali che in quelli istituzionali o rivolti al mercato, non utilizzare più font contemporaneamente per non appesantire la lettura e, nell’utilizzo pubblico, perché poco attrattivo e strategico per attirare attenzione. Il connubio di stili diversi, quindi, deve essere ben valutato e adottato solo se armonico e utile a una comoda lettura, per evidenziare al meglio immagini e concetti diversi.
Veicolo di comunicazione
Considerati anche i tempi ridotti di lettura nel web, relegati a pochi minuti, è fondamentale presentare un testo o un messaggio in una forma chiara, scorrevole e comprensibile, utile anche a trattenere il navigatore/cliente/consumatore sulla pagina del proprio blog o sito. La scelta dei font da utilizzare nella videoscrittura dipende molto dai gusti personali, soprattutto se si scrive un testo non destinato al pubblico; in tal caso, si opta per una grafia comoda, ben distinguibile e scorrevole. Per un testo destinato a letture altrui, si tende a utilizzare uno stile che possa risultare gradevole e leggibile. Il font esprime la personalità, la creatività individuale e consente di esprimere la propria fantasia, rivelando un’identità aperta, molto attenta all’estetica o, al contrario, diretta all’essenziale. Il principio fondamentale della scrittura è quello di essere comprensibile al prossimo, di comunicare conoscenze, informazioni, saperi, emozioni e sentimenti. La comunicazione scritta, dunque, rappresenta un veicolo storico che dovrebbe unire i popoli, sanare le incomprensioni e i disguidi e, in questa direzione, è bene che siano scelti font e caratteri comprensibili. Purtroppo, la comunicazione, orale e scritta, volutamente si presta a erronee interpretazioni e, anziché costituire uno strumento di apertura e di legame sociale, spesso diviene un mezzo per offendere, denigrare e aggredire il prossimo, ancor prima di scatenare violenze fisiche, su scala familiare, locale e internazionale.

