Giornata internazionale famiglie: come essere protagoniste del futuro

“Siamo in un'epoca del ‘non più’ e del ‘non ancora’, ma le famiglie non devono farsi spaventare”, dice a Interris.it il presidente del Forum delle associazioni familiari Adriano Bordignon

A sinistra: il presidente del Forum delle associazioni familiari, Adriano Bordignon. Foto © Saverio De Giglio da Imagoeconomica. A destra: famiglia. Foto di Vidal Balielo Jr.: https://www.pexels.com/it-it/foto/famiglia-che-cammina-sul-sentiero-1682497/

La famiglia oggi si trova davanti molteplici sfide, come evidenzia la scelta del tema di quest’anno per la Giornata internazionale delle famiglie, che recita “famiglie, disuguaglianze e benessere dei bambini”. Le coppie con più di un figlio sono più esposte di altre categorie al rischio di povertà e di esclusione sociale, nel nostro Paese. La difficoltà di conciliare lavoro e impegno di cura rende difficile per i genitori trascorrere del tempo di qualità insieme ai propri figli, con i quali le modalità di relazione sono decisamente diverse dai precedenti modelli di famiglia, soprattutto per effetto del digitale, e richiedono competenze relazionali nuove – non solo tra le mura domestiche, ma anche a scuola e nei luoghi dove i minori svolgono le loro attività, dall’oratorio al campo sportivo. Di fronte a questo, occorre una nuova alleanza tra le agenzie educative per creare quella comunità educante capace di restituire centralità al minore e di mettersi in ascolto. “Siamo in un’epoca del ‘non più’ e del ‘non ancora’, ma le famiglie non devono farsi spaventare, bensì essere protagoniste del futuro”, dice a Interris.it il presidente del Forum delle associazioni familiari Adriano Bordignon.

Disuguaglianze a macchia di leopardo

Nonostante l’Istat segnali un lieve miglioramento nelle condizioni di vita, con la percentuale di persone a rischio povertà o esclusione sociale in leggera diminuzione (dal 23,1% al 22,1%), questa sale per le famiglie con due figli (20,6%) e – pur in calo – si mantiene al di sopra della media nazionale per le coppie con tre o più figli (30,6%). Secondo il presidente del Forum, la diseguaglianza nel nostro Paese si diffonde in maniera disomogenea e oltrepassa la distinzione Nord-Sud. “Le disparità nel benessere, le famiglie esposte al rischio fragilità, soprattutto i nuclei con più di un minore, sono molte, e altri indicatori, come la dispersione scolastica, si registrano non tra le solo aree metropolitane e le aree interne, ma anche all’interno della stessa cinta urbana”.

Povertà relazionale

C’è anche un altro tipo di povertà che negli ultimi anni sta cominciando a essere più visibile, quella delle relazioni. I giovani manifestano in maniera crescente di vivere un disagio legato alla pressione sociale, alla scuola, alle difficoltà della crescita, che li porta a isolarsi, fino a toccare punte di ritiro sociale. Un fenomeno, quest’ultimo, che riguarda 50mila ragazzi secondo le stime ufficiali, oltre 200mila secondo l’associazione Hikikomori Italia. Il mondo online contenuto nello schermo di uno smartphone è il rifugio dove i giovanissimi italiani passano fino a tre ore al giorno, iperconnessi eppure sempre più soli.

Ascolto e tempo

Per Bordignon occorrono ascolto e tempo per curare le relazioni, ma anche delle nuove competenze relazionali e un’educazione digitale per gli adulti. “Dobbiamo rimettere i minori al centro e il tempo, in questo, è centrale. Gli studiosi spiegano quanto sia importante per costruire il capitale sociale all’interno delle famiglie e nella comunità. Oggi però l’organizzazione del lavoro non va a favore di un tempo di qualità in famiglia, mancano una cultura del lavoro flessibile e una migliore suddivisione dei compiti di cura, pur se sono stati fatti progressi”.

Comunità educante

L’ascolto va esercitato in un’alleanza educativa che tenga insieme diversi soggetti, la famiglia, la scuola, le comunità parrocchiali, in un rapporto generativo”, continua il presidente del Forum delle associazioni familiari. Un esempio di questo “unione fa la forza” è il patto educativo di comunità, un accordo tra famiglie, scuole, enti del Terzo settore e le autorità locali dei territori per il contrasto della dispersione scolastica e il rafforzamento dell’offerta formativa, in classe e fuori. “Un impegno che ci aiuta a superare il ‘si è sempre fatto così’ per cercare nuove strade a vantaggio dei minori”, commenta.

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