“Franco Agostino Teatro Festival”: l’arte che unisce e dà voce ai giovani

Tra creatività e partecipazione, il teatro si conferma uno strumento fondamentale per favorire dialogo e crescita personale tra le nuove generazioni. Interris.it ha intervistato Alessia Magliano, referente del “Franco Agostino Teatro Festival” di Crema

Teatro. Foto © Cottonbro Studio da Pexels.

Il teatro rappresenta uno spazio privilegiato di incontro, espressione e crescita, capace di abbattere barriere sociali, culturali ed emotive. Attraverso il linguaggio universale dell’arte, i giovani possono riconoscersi, raccontarsi e confrontarsi con gli altri in modo autentico. In altre parole, salire su un palco o partecipare a un laboratorio teatrale significa sviluppare fiducia in sé stessi, empatia e senso di appartenenza, contribuendo alla formazione di cittadini più consapevoli, aperti e responsabili nella società. Interris.it, sul valore inclusivo del teatro e sulle peculiarità della nuova edizione del “Franco Agostino Teatro Festival” di Crema, ha intervistato la dott.ssa Alessia Magliano, referente della segreteria organizzativa dello stesso.

L’intervista

Dottoressa, in che modo il Franco Agostino Teatro Festival favorisce l’inclusione dei giovani attraverso l’arte nella sua interezza?

“Da 28 anni il Festival promuove numerose attività rivolte ai giovani, con l’obiettivo di favorire inclusione, partecipazione e crescita personale attraverso l’arte. Tra queste, vi è un concorso di scrittura letteraria destinato agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Parallelamente, viene organizzata una rassegna–concorso che offre agli stessi studenti l’opportunità di esibirsi in un teatro prestigioso come quello di Crema, vivendo un’esperienza autentica e formativa. Un ulteriore elemento significativo è il coinvolgimento diretto dei ragazzi in qualità di giurati: gli studenti del territorio partecipano alla valutazione degli spettacoli, dimostrando negli anni grande impegno e senso di responsabilità.”

I laboratori scolastici sono una parte molto importante della vostra attività..

“Si, il Festival propone inoltre laboratori scolastici gratuiti, durante i quali operatori teatrali qualificati svolgono attività direttamente nelle scuole, accompagnando gli studenti in percorsi espressivi che confluiscono nella festa finale in piazza. In questa occasione, le classi coinvolte, quest’anno ben 34 della scuola primaria, presentano pubblicamente il lavoro svolto insieme agli insegnanti. Accanto a queste iniziative, gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado possono partecipare attivamente all’organizzazione del Festival, entrando a far parte dello staff e contribuendo alla realizzazione dell’evento. I giovani rappresentano, dunque, il fulcro dell’intero progetto.”

Quali sono i suoi auspici per questa edizione che vivremo quest’anno?

«L’auspicio principale è che tutti i ragazzi possano vivere pienamente le opportunità offerte dal Festival, esprimendo al meglio le proprie capacità e trovando un ambiente accogliente e stimolante. È altrettanto importante che anche gli adulti coinvolti, docenti, famiglie e operatori, condividano un’esperienza positiva, come già avvenuto nelle edizioni precedenti. Per quanto riguarda il tema di quest’anno, ‘specchio riflesso’, si desidera che possa rappresentare uno spunto di riflessione significativo. Partendo da un gioco dell’infanzia, si intende affrontare temi più profondi legati alla socializzazione, alle relazioni e allo stare insieme. L’obiettivo è stimolare una riflessione che coinvolga non solo i ragazzi più grandi, ma anche i bambini della scuola primaria, attraverso i laboratori e le attività proposte.”

Che messaggio vorrebbe lanciare ai ragazzi che quest’anno concorreranno e stanno per presentare i loro elaborati al festival?

“L’invito è quello di impegnarsi al massimo, con autenticità e partecipazione, cercando non solo di emozionare il pubblico, ma anche di vivere personalmente un’esperienza intensa e significativa. Il risultato finale, pur importante, non rappresenta l’aspetto centrale del percorso. Ciò che conta maggiormente è la disponibilità a mettersi in gioco, a esprimere ciò che si è appreso e vissuto durante il cammino creativo. È proprio in questo processo che risiede il valore più profondo dell’esperienza.”

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