Fede come lievito nella storia: l’attualità del carisma di don Giussani

Il Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione analizza la sete di compimento delle nuove generazioni e l'attualità del "Vieni e vedi" come risposta concreta al nichilismo contemporaneo

a sinistra: Davide Prosperi, Presidente di "Comunione e Liberazione". Foto Francesco Vitale. a destra: don Luigi Giussani. Foto Comunione e Liberazione

In un Occidente segnato da quello che definisce un pericoloso “odio di sé”, emerge una domanda di senso che non si è mai spenta. Davide Prosperi, Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, interviene con forza sul tema della riscoperta del cristianesimo, ponendo al centro la figura di don Luigi Giussani e l’attualità di un carisma capace di parlare ai giovani del XXI secolo.

La fede come “lievito” nella storia

Richiamando il messaggio di pace di Leone XIV, Prosperi descrive la fede non come un rifugio astratto, ma come una “presenza dentro la storia”. È un fattore vivo, simile al lievito che fermenta una realtà che, altrimenti, rischierebbe di restare inerte e priva di slancio. Al cuore di questa riflessione c’è la rilettura dell’opera di don Giussani, a 40 anni dalla sua pubblicazione, che continua a sfidare l’uomo sul terreno della ragione. “Giussani ci fa fare la stessa esperienza di pienezza di coloro che incontrarono Cristo in carne ed ossa”, spiega Prosperi. Un’esperienza che oggi si rinnova attraverso l’incontro con la Chiesa e con testimoni credibili: è il perenne e attualissimo invito del “Vieni e vedi”.

Il metodo dell’attrattiva

Secondo il Presidente della Fraternità, il cristianesimo non può e non deve essere un’imposizione. Citando il magistero dei recenti Pontefici, Prosperi ribadisce che la fede si comunica per attrattiva. “Oggi, esattamente come ai tempi di Gesù, il fattore veramente convincente è il coinvolgimento in un’esperienza di vita“, afferma Prosperi. “La novità che Cristo porta diventa un fattore di entusiasmo e una capacità reale di rispondere alle grandi questioni che la realtà ci pone davanti”. I dati sembrano confermare questa tendenza: laddove la fede sembrava destinata a scomparire, si assiste a ritorni inaspettati, come dimostra l’alto numero di battesimi in Francia o la rinascita religiosa nei Paesi nordici.

L’amicizia contro il nichilismo

Di fronte al nichilismo che genera un profondo senso di vuoto nelle nuove generazioni, la proposta di Comunione e Liberazione si offre come un’alternativa concreta. Per Prosperi, il vuoto non si combatte con le teorie, ma con un’“esperienza presente“. “I movimenti sono una realtà di amicizia in cui è possibile vivere tutta la bellezza dell’esperienza che Cristo viveva con i suoi discepoli”, conclude il Presidente. È proprio questa amicizia vissuta nel presente a generare un nuovo interesse per il passato e per la tradizione. In questo modo, il cristianesimo smette di essere un “pezzo da museo” per diventare una risposta viva, pulsante e necessaria alle inquietudini dell’uomo contemporaneo.

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