Due posti e tre ruote per le bici “diversamente st…abili” di Anselmo Sanguanini

In occasione della Giornata mondiale della bicicletta, l’intervista a Anselmo Sanguanini, Ufficiale al merito della Repubblica perché costruisce delle bici “diversamente st…abili”, tandem a tre ruote per persone con disabilità e loro accompagnatori

Foto di Anselmo Sanguanini (per gentile concessione)

Una bici a tre ruote e due posti, dove quello davanti non è un sellino ma una sedia da ufficio, per permettere a chi ha gravi problemi alla vista di godersi l’ebbrezza del vento sul viso in sicurezza, mentre il suo accompagnatore pedala. E’ una delle centinaia di biciclette realizzate gratuitamente in vent’anni da Anselmo Sanguanini, manutentore mantovano appassionato di restauro delle due ruote a motore, per le persone con disabilità. Ognuna ad personam, in base alla condizione e alle caratteristiche del destinatario, spesso riciclando bici usate o loro componenti. Un gesto, anzi, tanti, oltre duecento, che gli è valso l’onorificenza di Ufficiale al merito della Repubblica italiana lo scorso febbraio. Interris.it lo ha interpellato in occasione della Giornata mondiale della bicicletta, per raccontare un aspetto solidale di questo veicolo.

Foto di Anselmo Sanguanini (per gentile concessione)

La prima st…abile

La prima bici “diversamente st…abile”, come le chiama, l’ha realizzata per suo figlio Francesco. Con l’età dello sviluppo arriva una crescita repentina che però nasconde complicazioni a livello genetico e di postura. Il ritardo psicomotorio globale del ragazzo non frena la sua voglia di pedalare in giro, così il padre s’industria per costruire una bicicletta adatta a lui, non trovandone in commercio. Dopo aver consultato un costruttore di telai e un fisioterapista, decide di fare da solo nella sua “officina privata” casalinga. “Mi alzavo alle tre del mattino per modificare una vecchia bici, allargare il manubrio e fare il telaio, poi andavo a lavoro”. La sera tutta la famiglia partecipava alle prove. “Mio figlio ha assistito alla costruzione della sua bicicletta, ci saliva e ci andava. Mia moglie mi dava consigli e suggerimenti, perché le madri sono anche psicologhe e fisioterapiste dei loro figli”.

Foto di Anselmo Sanguanini (per gentile concessione)

Il dono

E’ la prima di altre 250 e più. “Dopo quella gliene ho fatte altre due e anche qualcuna, sette o otto, per l’associazione che in quel periodo frequentava, la onlus Casa del sole”. Quando Francesco è diventato maggiorenne e ha cambiato centro diurno, Sanguanini si è interessato se potevano servire biciclette per le uscite in gruppo con gli educatori, assicurando che le avrebbe fatte a costo zero. Si sparge la voce che qualcuno costruisce bici adatte a persone con varie disabilità, visive, motorie o di altro tipo, e grazie al passaparola arrivano richieste da tutta Italia. La risposta è sempre affermativa e la manodopera sempre gratuita. “I miei genitori mi hanno trasmesso il dono della generosità”.

Collage di foto di Anselmo Sanguanini (per gentile concessione)

Bici diverse

Ogni bici è pensata per l’utente finale, per esempio chi ha problemi come la spina bifida o è non vedente. Per i materiali, secondo la cultura della cura, dallo scarto a nuova vita: “C’è sempre qualcuno che mi dà un pezzo o una bici usata”. Sanguanini compra poi il necessario, dai copertoni alle vernici, da fornitori che glielo vendono a prezzo di costo per sostenere la sua iniziativa. Le caratteristiche di base sono con le due ruote anteriori o posteriori e il posto per l’accompagnatore. Su questo telaio poi monta una poltrona da ufficio riciclata e modificata con dei pedali che si muovono quando la bici è in movimento, per consentire a chi sta dietro di fare ginnastica passiva, scivoli per le sedie a rotelle e altre trovate per chi ha posture particolari. Ciascuna è personalizzata con il nome del destinatario e chi non può venirle a ritirare di persone, le può ricevere a casa sempre grazie alla solidarietà e al passaparola. “Mi rivolgo ai camion trasportatori che quando viaggiano con il mezzo non pieno la possono caricare”, illustra il metodo Sanguanini, “a volte fanno pagare il trasporto quando arriva a destinazione, ma in altre occasioni lo fanno gratuitamente”.

(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Emozioni al Quirinale

La nomina a ufficiale della Repubblica è stata una sorpresa. “Sono stato contatto al telefono aziendale e mi hanno informato che il presidente Mattarella mi aveva insignito dell’onorificenza”. Le emozioni forti sono sopraggiunte nelle stanze del Quirinale il giorno della cerimonia, lo scorso febbraio. “Se ci ripenso mi commuovo ancora. Abbiamo attraversato sale con colonne di marmo e soffitti altissimi, con i corazzieri ai lati”. L’ansia per la situazione lascia spazio ad altro. “Per un attimo mi sono bloccato, sentendo la mancanza di mio figlio e dei miei genitori”. Al cospetto del capo dello Stato “ero veramente agitato ma era come se fossi vicino a un conoscente, l’ho salutato con una piccola pacca sulla spalla”.

Foto di Anselmo Sanguanini (per gentile concessione)

Soddisfazione

Ogni bici ricevuta è una grande soddisfazione. “Lo scambio di sguardi o il sorriso tra la persona con disabilità e l’accompagnatore che la ricevono è così bello che mi resta nel cuore”. La generosità che dice di aver ricevuto in dono non si esaurisce qui, però. Il mercoledì Sanguanini va a fare volontariato nel centro residenziale del polo socio-educativo dove si trova suo figlio, L’Ippocastano. E anche lì, ogni volta, aggiusta una bici o gonfia una ruota: “Quando vado mi chiamano, mi cercano, mi aiutano. La sera torno a casa felicemente stordito e arricchito, vedere queste persone così appassionate mi gratifica”.

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