La donazione di sangue rappresenta uno dei gesti più alti di solidarietà, un atto gratuito che contribuisce in modo concreto alla tutela della vita e della salute collettiva. Garantire a tutti la possibilità di compiere questo gesto, senza discriminazioni, è fondamentale per una società davvero inclusiva. Anche le persone celiache, infatti, possono e devono essere messe nelle condizioni di donare in sicurezza, superando ostacoli pratici e culturali che in passato ne hanno limitato la partecipazione. In questa direzione si inserisce l’accordo firmato a Milano tra Associazione Italiana Celiachia e AVIS Nazionale, volto a promuovere una corretta informazione e a rendere omogenee le procedure su tutto il territorio nazionale. Interris.it, su questo tema, ha intervistato la Presidente di AIC Rossella Valmarana.
L’intervista
Presidente Valmarana, com’è nato e che obiettivi ha l’accordo tra AIC e AVIS Nazionale?
“L’accordo firmato tra Associazione Italiana Celiachia e AVIS Nazionale nasce da un percorso avviato già nei primi anni duemila, quando abbiamo iniziato a lavorare per superare un’esclusione. Un passaggio fondamentale è stato il decreto del 2005, che ha riconosciuto alle persone celiache, se in dieta senza glutine, la possibilità di donare sangue e plasma. Attraverso questo accordo vogliamo rendere questo diritto pienamente esercitabile su tutto il territorio nazionale, diffondendo informazioni corrette e promuovendo una partecipazione consapevole e inclusiva alla donazione”.
In che modo, AIC e AVIS, intendono garantire l’inclusione delle persone celiache nella donazione del sangue?
“L’inclusione passa innanzitutto dalla rimozione degli ostacoli concreti. L’esperienza pilota dell’Emilia-Romagna ha dimostrato che prevedere un ristoro senza glutine nei punti prelievo è essenziale per permettere ai donatori celiaci di partecipare in sicurezza. Con questo accordo, tali buone pratiche potranno essere estese a tutta Italia. Abbiamo inoltre definito linee guida operative da condividere con volontari e personale AVIS, affinché la gestione del ristoro gluten free sia corretta e uniforme, garantendo attenzione e rispetto per le esigenze delle persone celiache”.
Quali sono i vostri auspici per il futuro?
“Il nostro auspicio è che questo accordo contribuisca a rafforzare una cultura della donazione sempre più inclusiva e partecipata. Vogliamo che le persone celiache siano pienamente informate sul proprio diritto a donare e che si sentano accolte in ogni centro trasfusionale. Continueremo a lavorare insieme ad AVIS per migliorare procedure e sensibilizzazione, promuovendo la donazione come un gesto di solidarietà aperto a tutti, senza discriminazioni, e come espressione concreta di cittadinanza attiva”.

