Donare speranza a Natale: il sostegno ai bambini colpiti da retinoblastoma in Uganda

Carla Belli, responsabile delle relazioni con i donatori di Cbm Italia, racconta quali progetti sarà possibile finanziare grazie a quanti hanno scelto un regalo solidale

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@ CBM Italia

Il Ruaro Mission Hospital, in Uganda, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la cura dei bambini affetti da retinoblastoma, un tumore raro ma altamente aggressivo che colpisce la prima infanzia. I regali solidali diventano uno strumento concreto per sostenere la struttura, garantendo diagnosi precoci, terapie specialistiche e assistenza continua ai piccoli pazienti e alle loro famiglie in un contesto dove l’accesso alle cure è limitato. Interris.it su questo argomento ha intervistato Carla Belli, responsabile delle relazioni con i donatori di Cbm Italia.

L’intervista

Dottoressa Belli, che azioni sosterranno i regali solidali di CBM Italia quest’anno?

“Quest’anno i nostri regali solidali vanno a sostegno del progetto del Ruaro Mission Hospital in Uganda, un ospedale che si prende cura dei bambini affetti da retinoblastoma, un tumore che colpisce soprattutto nei primi tre anni di vita e interessa gli occhi. È una malattia gravissima, con un tasso di mortalità molto elevato in Paesi come l’Uganda, perché le metastasi raggiungono rapidamente il cervello. Per questo è fondamentale garantire cure adeguate e, soprattutto, aumentare le possibilità di una diagnosi precoce: come per tutti i tumori, prima viene individuato e prima si iniziano le cure, maggiori sono le probabilità di sopravvivenza. In Italia la sopravvivenza al retinoblastoma è quasi totale e, fortunatamente, quasi nessun bambino muore a causa di questa malattia. Nei Paesi del Sud del mondo, come l’Uganda, solo il 65% dei bambini riesce a sopravvivere. Il nostro grande obiettivo è quindi migliorare in modo significativo questa percentuale. Al Ruaro Mission Hospital, che ho avuto occasione di visitare lo scorso anno, abbiamo inoltre creato un’area giochi all’interno dell’ospedale. Questi bambini sono pur sempre bambini e devono affrontare lunghe degenze: è fondamentale offrire loro uno spazio in cui poter giocare e ritrovare serenità. Le cure sono spesso molto invasive: chemioterapia, radioterapia e, nella maggior parte dei casi, purtroppo è necessario ricorrere all’enucleazione del bulbo oculare. Questo comporta una perdita parziale o totale della vista, ma l’obiettivo primario resta salvare la vita dei bambini. Si tratta di un percorso difficile e doloroso, e creare un ambiente accogliente è essenziale anche per favorire il successo delle cure”.

CBM Italia opera da tempo per garantire cure di qualità ai bambini affetti da retinoblastoma. Quali sono i vostri auspici per il futuro e in che modo i regali solidali possono contribuire?

“Il nostro auspicio più grande è ridurre la mortalità per retinoblastoma in Paesi come l’Uganda, dove oggi è ancora pari al 35%. Per riuscirci è indispensabile aumentare il numero di diagnosi precoci. Per questo lavoriamo sulla sensibilizzazione delle comunità locali e dei centri di salute primaria, affinché siano sempre più capaci di riconoscere tempestivamente i segnali della malattia e indirizzare i bambini al Ruaro Mission Hospital per ricevere le cure necessarie. Ogni anno seguiamo circa cento nuovi pazienti, bambini spesso molto piccoli che arrivano in ospedale accompagnati da un caregiver. Le degenze possono durare mesi e noi garantiamo non solo le cure gratuite, ma anche i pasti e il trasporto per il bambino e per l’accompagnatore, affinché le difficoltà economiche non diventino un ostacolo all’accesso alle cure. I regali solidali sono fondamentali perché rappresentano a tutti gli effetti un contributo economico. Chi sceglie, ad esempio, di acquistare un panettone solidale non compie solo un gesto tradizionale del Natale italiano, come portare un dolce a casa di amici o parenti per un brindisi, ma sceglie anche di fare una donazione. Dentro quel panettone c’è molto di più: ci sono cure, futuro, salute. I regali solidali colorano il Natale di una luce di solidarietà concreta, portando aiuto ai bambini e speranza alle famiglie che affrontano il durissimo percorso della cura di un tumore in età così precoce”.

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