Il dottor Diego Mingarelli è un imprenditore che – con curiosità, passione e responsabilità – ha innovato l’azienda di famiglia Diasen (che guida dal 2007); dal 2024 è anche Presidente di Confindustria Ancona. Diasen è leader nelle soluzioni green per l’architettura sostenibile e il design: materiali innovativi garantiscono benessere, salubrità, bellezza e comfort sostenibile, isolanti termici e acustici, rivestimenti, finiture e malte a base di sughero. Il sughero è il protagonista straordinario del comfort negli spazi abitati oltre che un originale veicolo di bellezza: ha una grandissima durabilità, possiede un’inerzia termica che migliora il comfort degli ambienti e sa funzionare come un polmone che controlla l’umidità; se lasciato a vista, consente di vivere esperienze biofiliche di contatto diretto con la natura. È un materiale termico e acustico che sfrutta le proprietà dell’aria inglobata nella sua struttura alveolare. È leggerissimo ed elastico. È neutro dal punto di vista chimico e biologico.
L’intervista
Come nasce l’intuizione di impiegare il sughero ai prodotti di bioedilizia?
“La scelta del sughero nasce da un’intuizione alchemica di mio padre Floriano che nei primi anni del nuovo millennio si interrogava su una prospettiva più sostenibile per il settore della chimica per l’edilizia. Miscelando sughero e calce abbiamo messo a punto un impianto di produzione su misura che è un pezzo del successo delle nostre biomalte. Il primo passo di una differenziazione che ci ha riposizionati sul mercato in una nicchia di unicità e valore”.
Quali sono i vantaggi dell’impiego del sughero all’involucro edilizio?
“Il sughero è una componente fondamentale delle nostre malte biofiliche e contribuisce a rafforzare le prestazioni dei formulati. Applicato a spruzzo sull’involucro di un edificio consente di realizzare linee continue, un rivestimento traspirante e capace di rafforzare l’inerzia termica dell’edificio, in particolare nel periodo estivo quando difendersi dal caldo diventa la sfida più importante”.
Come è possibile conciliare tecnologie avanzate e utilizzo di materiali innovativi con la promozione della rigenerazione degli ecosistemi?
“Innovare per noi significa usare la tecnologia più evoluta per dare una seconda vita allo scarto e trasformare le case in organismi che respirano come alberi. Non siamo semplici produttori di materiali, ma, grazie al sughero, interpreti di un patto tra l’uomo e l’ecosistema, dove ogni parete trattata e decorata coi nostri materiali sottrae carbonio e restituisce vitalità alle persone. Questo ci permette di immaginare un’architettura che attraverso i materiali innovativi sia capace di relazionarsi col futuro in termini di bellezza e di tutela di ciò che è umano”.
Diasen ha sede e produzione a Sassoferrato, Comune dell’entroterra marchigiano, nella provincia di Ancona. Quanto il territorio ha ispirato la filosofia aziendale?
“Sassoferrato e le colline marchigiane sono un pezzo del nostro DNA: l’equilibrio tra cultura del lavoro e rispetto per il paesaggio. La nostra filosofia nasce da questa armonia, dove l’innovazione non aggredisce la natura ma la protegge come si fa con un bene prezioso. Portando nel mondo il saper fare del nostro territorio, trasformiamo le radici locali in un modello universale che sa affrontare le sfide del mercato e del futuro. Diasen non sarebbe ciò che è ora se fosse altrove. La nostra esperienza aziendale si innesta nella lunga storia manifatturiera e nelle virtù del nostro genius loci”.
A cosa si riferisce l’acronimo Diasen?
“Diasen è l’abbraccio tra le Diatomee, cuore fossile della nostra tecnologia, e Sentinum, l’antica Sassoferrato romana di cui rivendichiamo le radici. È la nostra carta d’identità: unisce il rigore della scienza alla nobiltà di una storia millenaria. Il risultato dei nostri materiali è un mix di natura e cultura che fa leva sulla sapienza di buoni antenati”.

