E’ stato presentato il nuovo formulario di orazioni “per la custodia della Creazione”. Il formulario si aggiungerà alle Messe “pro variis necessitatibus” del Messale Romano. L’iniziativa era stata già avviata durante il pontificato di Papa Francesco e conferma l’impegno della Chiesa per le tematiche ambientali. Il nuovo formulario con le orazioni sarà utilizzato ufficialmente per la prima volta da Papa Leone XIV il prossimo 9 luglio, quando presiederà la Santa Messa privata a Castel Gandolfo, nel Borgo Laudato Sì.

La creazione nel mistero della fede
Il nuovo formulario di orazioni “per la custodia della Creazione” si inserisce in due importanti anniversari: il messaggio di San Giovanni Paolo II del 1990 sulla “Pace con Dio Creatore, pace con tutto il creato” e il decimo anniversario dell’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco del 2015. Il cardinale Michael Czerny, S.I., Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha sottolineato che la cura del creato è intrinseca alla liturgia cattolica, poiché l’Eucaristia unisce cielo e terra, e questo nuovo formulario è un supporto liturgico e spirituale per la cura della casa comune. È un invito a rispondere con fede, speranza e carità, diventando fedeli amministratori del creato attraverso le scelte quotidiane, le politiche pubbliche, la preghiera e il culto.
“Penso che questo nuovo formulario possa donarci una nuova risorsa per la nostra vita liturgica e spirituale – ha detto a Interris.it il cardinal Czerny – perché il tema della creazione è presente in tutta la liturgia. Questo ci invita a riconoscere la dimensione della creazione nel mistero della fede, nel mistero della salvezza e ci invita a contemplare non tanto il creato, ma il creatore e di riconoscere l’opera di Dio in cui viviamo e riconoscere anche la nostra responsabilità che Lui ci ha affidato”.

Creato e Creatore nella Liturgia
L’Arcivescovo Vittorio Francesco Viola, O.F.M., Segretario del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha poi evidenziato come la liturgia cattolica celebri costantemente il mistero della creazione. Fin dalla Veglia Pasquale, con la lettura della Genesi, e nelle preghiere di benedizione sacramentali, il tema della creazione è sempre presente. La domenica stessa è una celebrazione della “nuova creazione”, totalmente illuminata dal Cristo risorto. Questa costante presenza liturgica mira a rafforzare la consapevolezza dell’importanza della custodia del creato, il cui significato più profondo è rivelato e reso presente nel mistero pasquale. Di fronte alla grave crisi ecologica e ambientale attuale, di cui la Chiesa è sempre più consapevole anche grazie al magistero di Papa Francesco, l’Arcivescovo Viola ha richiamato con fermezza alla responsabilità umana. Ha sottolineato che la terra ci è stata donata, non per un dominio assoluto, ma per essere custodita. “Custodire”, ha spiegato, significa proteggere, curare, preservare e vigilare, implicando una relazione di reciprocità responsabile tra uomo e natura. Ogni comunità ha il diritto di prendere dalla terra ciò che le serve per la sopravvivenza, ma ha anche il dovere di tutelarla e garantirne la fertilità per le generazioni future.
La creazione nella Liturgia
Il tema della creazione è legato e trasversale all’intera liturgia cristiana, che celebra il mistero pasquale come compimento dell’opera creatrice di Dio. “Spesso – ha detto a Interris.it l’arcivescovo Viola – tendiamo a considerare la creazione come un evento concluso, ma in realtà, la creazione è un atto continuo: Dio sostiene incessantemente ciò che ha chiamato all’esistenza dal nulla, e l’uomo è chiamato a collaborare custodendo questa opera divina”. Il Segretario del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha evidenziato il rapporto indissolubile tra la creazione e l’opera della redenzione nella Pasqua dove la creazione raggiunge la sua pienezza e il suo compimento. “Un esempio significativo – ha aggiunto – è offerto dalle grandi preghiere di benedizione, come quelle legate all’acqua del battesimo o all’olio del crisma. Queste preghiere offrono uno sguardo contemplativo sulla creazione, ripercorrendo come Dio abbia “lavorato” la sua creatura, l’acqua, attraverso la storia della salvezza, per renderla capace di accogliere il battesimo”.
Leggere la Laudato Sì
Monsignor Viola ha invitato poi a leggere bene la Laudato Sì alla luce di questo nuovo formulario per comprendere l’ampiezza e la profondità di una visione antropologica cristiana. “La Chiesa coglie nel dato della Rivelazione un’ispirazione, una parola di verità, poi sta a noi a tradurre poi anche in politiche, in scelte, in atteggiamenti quotidiani, quella relazione di fratello e sorella con le cose create che siamo chiamati a vivere”.

