Da simbolo di marginalità a luogo di incontro: la rinascita di via Dieta da Bari

Bari, al via la riqualificazione dell’area accanto alla mensa sociale di InConTra. Michele Tataranni: “Così combattiamo degrado e pregiudizi”

Immagine creata con ChatGtp

A Bari ha preso il via l’intervento di riqualificazione della lingua di terra situata in via Dieta da Bari 18, accanto alla mensa polifunzionale gestita dall’Associazione InConTra, che ogni giorno garantisce pasti e assistenza alle persone senza dimora. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra InConTra, Legambiente e Coop Alleanza 3.0, che sostiene il progetto nell’ambito di un percorso dedicato alla cura degli spazi urbani e all’inclusione sociale.

Le fasi dell’intervento

L’intervento prevede due fasi principali: una profonda operazione di pulizia e bonifica dell’area e la successiva valorizzazione dello spazio attraverso la piantumazione di erbe aromatiche, fiori e altre essenze vegetali. L’obiettivo è trasformare un luogo spesso associato al degrado in uno spazio accogliente, curato e vissuto dalla comunità. Il progetto punta anche a contrastare i pregiudizi che troppo spesso colpiscono i luoghi frequentati da persone in condizioni di fragilità sociale, dimostrando che una mensa sociale può essere un presidio di dignità, partecipazione e bellezza urbana. In occasione dell’iniziativa è stato inoltre aperto il caffè letterario, in vista dell’attivazione del piano emergenza caldo. Interris.it, in merito a questa esperienza, ha intervistato Michele Tataranni, presidente dell’Associazione InConTra.

L’intervista

Tataranni, perché è importante questo intervento di riqualificazione per voi?

“Nell’immaginario collettivo un luogo frequentato da persone senza dimora, da indigenti o da chi vive situazioni di fragilità viene spesso considerato inevitabilmente degradato. Questa area verde, può accumulare rifiuti, ma il problema più grande non è la sporcizia materiale. Esiste uno ‘sporco’ fatto di pregiudizi, di pensieri negativi e della convinzione che un luogo vissuto da queste persone sia automaticamente pericoloso o da evitare. Noi vogliamo eliminare proprio questo tipo di pregiudizi, restituendo nuova vita allo spazio”.

Renderete questo luogo più bello..

“L’obiettivo è quello. Abbiamo previsto la piantumazione di erbe aromatiche della macchia mediterranea e, successivamente, un intervento più ampio di sistemazione del verde. Vogliamo dare colore e significato a questo luogo e accogliere anche il desiderio espresso da alcuni senza dimora di realizzare un piccolo orto sociale. È un modo per dimostrare che queste persone amano la città, se ne prendono cura e meritano rispetto e dignità”.

Il riscatto comincia dalle piccole cose…

“Esatto. Questa riqualificazione segna la rinascita di un luogo che potrà diventare sempre più bello e frequentato da tutti. Vorremmo che questo spazio fosse l’espressione del cuore dei volontari e delle persone senza dimora che lo vivono ogni giorno. La speranza è che ciascuno faccia la propria parte, contribuendo a mantenerlo pulito e accogliente. Solo così un’area considerata marginale può trasformarsi in un simbolo di partecipazione, inclusione e rinascita per tutta la comunità”.

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