“COSTASSAI”: la moda sostenibile che reinventa il lavoro

Economia circolare, inclusione e lavoro: il progetto COSTASSAI trasforma tessuti di scarto in opportunità di riscatto per persone in situazione di fragilità

Cooperativa Sociale Il Faro, per gentile concessione

Economia circolare e inclusione sociale possono procedere di pari passo, trasformando ciò che viene considerato uno scarto in una concreta opportunità di riscatto. Il recupero dei materiali, infatti, non rappresenta soltanto una scelta sostenibile dal punto di vista ambientale, ma può diventare anche uno strumento per favorire l’inserimento lavorativo di persone in condizioni di fragilità, restituendo dignità, competenze e autonomia. È su questi principi che nasce “COSTASSAI“, un progetto che coniuga tutela dell’ambiente, artigianato e innovazione sociale, dimostrando come il valore di un prodotto possa misurarsi anche dal suo impatto sulle persone. Interris.it, in merito a questo progetto, ha intervistato Silvia Paradiso, coordinatrice del progetto “COSTASSAI” e del progetto globale di innovazione sociale “La Fabbrica del Farò” di Brindisi.

L’intervista

Come nasce e che obiettivi ha “COSTASSAI”?

“‘COSTASSAI’ nasce all’interno di un progetto di innovazione sociale più ampio, La Fabbrica del Faro, che promuove attività di formazione non formale e inclusione sociale rivolte a persone in condizioni di vulnerabilità, con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. Anni fa abbiamo avviato un progetto di sartoria sociale finalizzato al recupero dei tessuti di scarto e all’inclusione lavorativa di donne e persone fragili accolte dalla Cooperativa sociale Il Faro. Ci siamo però resi conto che una produzione su larga scala sarebbe stata difficile da sostenere, mentre poteva trovare un equilibrio in mercati più specifici”.

Da dove prende origine il nome “COSTASSAI”?

“Il nome ‘COSTASSAI’ prende origine proprio da qui: perché costa mantenere una stabilità economica e garantire una reale inclusione lavorativa alle persone svantaggiate; perché costa la manualità richiesta da un prodotto artigianale e artistico; perché costa il tempo necessario per realizzarlo; e perché costa davvero uscire da percorsi di fragilità, come quelli vissuti, ad esempio, dalle donne vittime di violenza”.

Il vostro è un esempio di economia circolare..

“Si, quando Fondazione CON IL SUD ha pubblicato un bando dedicato all’economia circolare, finalizzato a promuovere percorsi di inclusione sociale attraverso il recupero di materiali e tessuti destinati al macero, abbiamo capito che era il momento giusto per dare vita a ‘COSTASSAI’. Ringraziamo la Fondazione per aver creduto in noi e aver cofinanziato un progetto che è oggi pienamente in fase di sviluppo”.

Quali sono i vostri auspici per lo sviluppo del progetto?

“L’auspicio è quello di costituire, come previsto dal progetto, una cooperativa sociale di tipo B specializzata nel recupero e nel riutilizzo di tessuti di scarto, compresi quelli provenienti dalle industrie tessili, anche dell’alta moda. Accogliamo quindi con favore la donazione di tessuti inutilizzati da parte di aziende artigianali e industriali del settore dell’abbigliamento”.

Creare opportunità di lavoro per persone in situazione di svantaggio è la vostra mission..

“Si, l’obiettivo principale è creare opportunità di lavoro per il maggior numero possibile di persone in situazione di svantaggio. Nell’arco dei quattro anni di durata del progetto prevediamo almeno tre inserimenti lavorativi negli ultimi due anni, ma ci auguriamo che possano essere molti di più”.

In che modo chi lo desidera può supportare la vostra azione?

“La nostra azione sarà possibile anche grazie al sostegno di chi sceglierà di acquistare i prodotti realizzati dalla futura cooperativa sociale, contribuendo così a un progetto che unisce inclusione, sostenibilità e valorizzazione del lavoro”.

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