Come difendersi dalle truffe informatiche: i consigli della Polizia postale

La cybersicurezza è sempre più importante, dato che siamo immersi in un mondo digitale. Il vicequestore della Polizia postale Francesco Federico spiega come comportarsi in caso di una truffa online

Truffa informatica. Foto © Rupixen da Unsplash.

Internet è la terra – virtuale – delle opportunità, ma anche di rischi digitali che possono avere effetti concreti sulle vite delle persone. Le truffe online, via chat, tramite sms o posta elettronica, fino a quelle sempre più realistiche e automatizzate realizzate con l’intelligenza artificiale, sono uno dei principali fenomeni che sfidano la nostra sicurezza in Rete. False richieste di aiuto, offerte commerciali apparentemente irresistibili, richieste di partecipare a sondaggi, sono espedienti, sempre più aggiornati e sofisticati grazie alla tecnologia, per acquisire i dati personali delle potenziali vittime. “La truffa online consiste in un artificio che capovolge la realtà e si muove in un territorio che non ha né spazio né tempo, il digitale. Ai cittadini consigliamo sempre di essere prudenti, di fare attenzione a eventuali ‘campanelli d’allarme’ e di non comunicare mai informazioni personali, come il codice pin”, dice a Interris.it il vice questore aggiunto della Quarta divisione del Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica Francesco Federico.

Fenomeno in crescita

“Il fenomeno delle truffe informatiche è in costante crescita. Tutto quello che ci mette in connessione con qualcun altro, dalle telefonate ai messaggi fino ai contatti sui social, ci espone a un rischio”, continua Federico. I dati più recenti, contenuti nell’ultimo rapporto della Polizia postale sulla sicurezza cibernetica, aggiornati a dicembre 2025, parlano più di 32mila segnalazioni di phishing, i messaggi ingannevoli che sembrano arrivare da istituti di credito o da soggetti ritenuti affidabili che chiedono di cliccare su un link e inserire i dati personali, e un numero pressoché identico di denunce relative ai social network.

Polizia postale. Foto © Saverio De Giglio da Imagoeconomica.

Truffa via chat

Non c’è una “selezione” a monte degli obiettivi né una modalità di inganno preferita da parte dei responsabili, anche se avere una minore familiarità con la tecnologia può essere un fattore di rischio per le potenziali vittime. Uno degli episodi più recenti di truffa informatica riguardava una campagna di phishing diffusa via Whatsapp “dove si riceveva un messaggio da parte di un numero salvato nella nostra rubrica che ci invitava partecipare a un sondaggio, inviandoci un link. Quel collegamento rimandava a una pagina web creata appositamente, in cui si richiedeva di inserire dati personali come il numero di telefono e un codice di verifica. Così facendo, si dava accesso al proprio account Whatsapp ai responsabili della truffa”, spiega il vicequestore.

Sicurezza online. Foto © Pixabay da Pexels.

Campanelli d’allarme

Prudenza e prontezza di reazione sono le parole chiave per difendersi dalle truffe informatiche secondo gli esperti. Ma quali possono essere i segnali a cui il cittadino deve prestare attenzione, come fossero campanelli d’allarme, e quali comportamenti adottare se ritiene di trovarsi di fronte a una frode? “Spesso ai potenziali target sono rappresentate situazioni di urgenza che potrebbero agitarle, come richieste d’aiuto o di effettuare operazioni bancarie. Raccomandiamo di essere prudenti e di contattare la persona o l’ente stesso e di non fornire dati personali né comunicare codici o pin”, illustra Francesco. “Se ci si rende conto di avere subito una truffa, andare subito a denunciare. La prontezza di reazione ci mette più rapidamente in condizione di essere d’aiuto e di recuperare le cifre sottratte fraudolentemente”, continua.

Prevenzione e conoscenza

C’è anche una terza “p”, quella di prevenzione. La Polizia postale organizza occasioni di sensibilizzazione sulla sicurezza cibernetica, come seminari e incontri nelle scuole. Nel 2025 ha raggiunto oltre 300mila studenti. Chi vuole informarsi ha anche a disposizione la pagina Internet ufficiale della Postale, Commissariato di P.S. online. “Sul nostro sito ufficiale pubblichiamo alert relativi alle nuove modalità di truffa e c’è a disposizione delle persone un prontuario per capire come comportarsi”, conclude il vicequestore Federico.

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