“Codice Junior. Under 18: diritti e doveri”: educare i giovani alla cittadinanza attiva

Il volume Codice Junior. Under 18: diritti e doveri”, edito da Lefebvre Giuffrè, vuole aiutare i giovani a comprendere quali sono i loro diritti e doveri nella vita quotidiana

A sinistra: la copertina del libro "Codice Junior. Under 18: diritti e doveri". Foto gentilmente concessa A destra: Antonio Delfino. Foto © Andrea Di Biagio da Imagoeconomica.

Il “Codice Junior. Under 18: diritti e doveri”, curato dal professor Marco Ruotolo, ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università Roma Tre, edito da Lefebvre Giuffrè, nasce come raccolta commentata delle principali norme dedicate alle persone minori d’età. Al centro del volume c’è un principio essenziale: il minorenne, in quanto persona, è titolare di diritti al pari dell’adulto, ma il loro esercizio va compreso alla luce della sua condizione di soggetto in crescita.

Diritto comprensibile e accessibile a tutti

Il volume è articolato in otto parti e persegue l’obiettivo di “garantire la possibilità che il diritto sia comprensibile e accessibile a tutti”. Il Codice si apre con un inquadramento generale sui diritti e sui doveri degli under 18, con riferimento alla normativa internazionale ed europea, alla Costituzione repubblicana e alle principali previsioni legislative nazionali riguardanti la posizione del minorenne. In questa cornice si inseriscono gli approfondimenti dedicati ad ambiti decisivi della vita dei minori: famiglia, istruzione e formazione, assistenza sanitaria, scuola, salute mentale, disturbi e dipendenze, privacy, uso delle risorse digitali, libertà di circolazione, lavoro minorile, giustizia civile e giustizia penale.

L’intervista

Interris.it ha intervistato Antonio Delfino, Presidente nazionale dell’USPI (Unione Stampa Periodica Italiana) e Direttore delle relazioni esterne e istituzionali di Lefebvre Giuffrè, casa editrice che ha pubblicato il “Codice Junior. Under 18: diritti e doveri”.

Come nasce l’idea del Codice?

“Il volume è la sintesi dell’incontro e del fecondo lavoro di Autrici (Elisabetta Lamarque, Flaminia Aperio Bella, Elisabetta Frontoni) e Autori (Marco Ruotolo, Mauro Palma, Ignazio Ardizzone, Filippo Danovi, Piero Gaeta, quest’ultimo attualmente Procuratore Generale della Corte di Cassazione) che provengono da esperienze professionali e accademiche molto diverse. L’obiettivo principale del volume è quello di rendere il diritto uno strumento concreto di cittadinanza attiva. La pubblicazione accompagna i più giovani nella conoscenza delle regole che incidono sulla loro vita quotidiana, rendendoli più consapevoli dei propri diritti e dei doveri che ne derivano; allo stesso tempo, offre agli adulti un punto di riferimento per accompagnarli con maggiore consapevolezza giuridica nel loro percorso di crescita”.

Un Codice che raccoglie prescrizioni normative nazionali e sovranazionali, ma le spiega in un linguaggio accessibile anche a chi non ha familiarità con il diritto?

“La scelta del linguaggio risponde all’esigenza di rendere il diritto comprensibile anche a chi non possiede una formazione tecnica. Questo peraltro è uno dei postulati di Lefebvre Giuffrè.  In questo senso, quindi, il Codice Junior non è soltanto un testo di consultazione normativa, ma un vero e proprio progetto culturale e istituzionale, uno strumento di educazione alla cittadinanza: aiuta i più giovani a conoscere le regole che li riguardano, i limiti all’esercizio dei loro diritti e i doveri che accompagnano la crescita all’interno della comunità”.

Un’opera che assume rilievo non solo sul piano giuridico, ma anche su quello sociale e pedagogico?

“Esattamente. Il Codice Junior non si limita a raccogliere e spiegare le norme che riguardano gli under 18, ma contribuisce a costruire una cultura dei diritti fondata sulla consapevolezza, sulla responsabilità e sulla partecipazione. Sul piano sociale, conoscere i propri diritti significa comprendere meglio il proprio posto nella comunità, riconoscere il valore delle regole comuni e imparare a esercitare la libertà nel rispetto degli altri. Sul piano pedagogico, invece, il diritto diventa uno strumento di educazione alla cittadinanza: aiuta ragazze e ragazzi a maturare senso critico, autonomia e capacità di assumersi responsabilità progressive”.

Il volume aiuta anche a comprendere perché studiare sia fondamentale per diventare cittadini consapevoli?

“Sì, ed è un passaggio decisivo. Nel capitolo dedicato a istruzione e formazione viene messo in luce come ogni persona sia titolare di un diritto non codificato, ma essenziale: il diritto a comprendere il presente, a leggere la realtà che la circonda e ad agire consapevolmente nel contesto in cui vive. In questo senso, la conoscenza rappresenta una vera ‘cassetta degli attrezzi’ per orientarsi nel mondo e partecipare in modo responsabile alla vita sociale”.

Tra le molte tematiche affrontate dal Codice c’è anche la privacy. Il volume consente di capire come comportarsi quando questo diritto viene violato?

“Sotto questo profilo, il Codice offre indicazioni pratiche sugli strumenti di tutela a disposizione: dalla possibilità di chiedere la rimozione dei dati al gestore del sito o del social network, direttamente se il minore ha compiuto 14 anni, oppure tramite i genitori negli altri casi, fino alle modalità per presentare un reclamo all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Affronta inoltre i rischi legati alla profilazione e invita a prestare attenzione al consenso prestato online, in particolare quando si accettano i cookie, raccomandando di limitarsi a quelli essenziali”.

Quale è, a suo avviso, il messaggio più importante che questo nuovo percorso progettuale di Lefebvre Giuffre può consegnare ai ragazzi e agli adulti?

“Sicuramente che la cittadinanza non inizia a diciotto anni. Comincia molto prima: quando impariamo a conoscere i nostri diritti, a comprendere i nostri doveri, a riconoscere i diritti degli altri e a capire il valore delle regole che tengono insieme una comunità”.

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