Il mese di settembre, ogni anno, segna un passaggio importante nella vita di studentesse e studenti che tornano in classe dopo la pausa estiva: dai preparativi al desiderio di ritrovare i compagni, alle nuove sfide e opportunità da affrontare, il rientro a scuola rappresenta spesso una fase delicata.
Gli studenti celiaci
Nei diversi gradi di istruzione scolastica, sono presenti migliaia di bambini e ragazzi celiaci della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, ovvero circa il 13% del totale delle persone diagnosticate (dati Ministero della Salute, 2023), questo periodo può rivelarsi ancora più complesso. Per chi è celiaco, infatti, alle normali incertezze di inizio anno si aggiungono le preoccupazioni legate alla gestione del pasto senza glutine in mensa, un’occasione di convivialità che può trasformarsi in una fonte di stress. Interris.it, in riguardo a questo tema, ha intervistato la dott.ssa Susanna Neuhold, responsabile nazionale Area Food dell’Associazione Italiana Celiachia.

L’intervista
Dottoressa Neuhold, il nuovo anno scolastico è appena iniziato. Quali sono i consigli dell’Associazione Italiana Celiachia per gli alunni celiaci affinché possano vivere serenamente i pasti nell’ambiente scolastico?
“In questi giorni stanno tornando in classe oltre 34mila studenti celiaci, molti dei quali frequentano il tempo pieno, dall’infanzia fino alle scuole medie. Il primo consiglio che diamo è richiedere tempestivamente il pasto senza glutine alla mensa scolastica: si tratta di un diritto garantito in Italia dal 2005, ed è importante sottolinearlo perché non è affatto scontato. In molti altri Paesi, ottenere un pasto senza glutine a scuola o in ambienti pubblici, come ospedali o RSA, è ancora molto difficile. Oltre a questo, invitiamo i genitori a prestare attenzione in occasione di laboratori scolastici che prevedono l’uso di farine, come la pasta di sale o piccoli atelier di cucina. In questi casi è fondamentale informare gli insegnanti, usare farine senza glutine per tutti, oppure evitare che il bambino porti le mani alla bocca. Anche in occasione di feste di classe o compleanni, è utile consultare il nostro sito, dove sono disponibili linee guida per offrire cibi sicuri e inclusivi. Con pochi accorgimenti, la scuola può diventare un ambiente davvero accogliente per tutti”.
Quali sono le attività che AIC porta avanti con le scuole su questo fronte?
“Svolgiamo molte iniziative gratuite rivolte agli istituti scolastici. Nelle scuole dell’infanzia e primarie proponiamo ‘In fuga dal glutine’, un gioco educativo ispirato al gioco dell’oca che aiuta i bambini a conoscere la celiachia, la dieta senza glutine e anche altre esigenze alimentari speciali, come quelle legate a religione, allergie o scelte etiche. È un progetto che promuove l’inclusione e insegna che la diversità è una ricchezza, non qualcosa da temere. Nelle scuole superiori, in particolare negli istituti alberghieri, proponiamo invece “A scuola di celiachia”, un programma formativo rivolto ai futuri ristoratori. Offriamo materiali didattici per insegnare la corretta gestione della cucina senza glutine, dagli hotel ai ristoranti, contribuendo così a costruire un futuro più accessibile anche nel settore della ristorazione”.
Guardando al futuro, quali sono le priorità per una maggiore sensibilizzazione sulla celiachia nella società?
“I temi centrali sono due. Il primo è a livello europeo: stiamo promuovendo una petizione al Parlamento Europeo per estendere il diritto al pasto senza glutine a tutte le scuole dell’Unione. Oggi è una realtà solo in Italia, ma dovrebbe essere un diritto garantito ovunque. Il secondo punto riguarda le gite scolastiche. Riceviamo ancora segnalazioni di studenti celiaci che trovano difficoltà a parteciparvi perché non vengono scelti hotel o strutture in grado di offrire pasti sicuri. Serve maggiore attenzione da parte delle scuole per garantire un’esperienza accessibile a tutti, anche fuori dall’aula”.

