Garantire a ogni persona le stesse possibilità di partecipazione alla vita sociale e professionale, senza discriminazioni legate alla disabilità o ad altre condizioni di fragilità, rappresenta un principio fondamentale di una società realmente inclusiva. Favorire percorsi di inserimento lavorativo significa valorizzare talenti e capacità, promuovendo autonomia, dignità e piena cittadinanza.
L’esempio di Modica
In quest’ottica, il lavoro non è soltanto uno strumento di sostentamento economico, ma anche un mezzo di crescita personale e di integrazione. Esperienze innovative, come quella attuata a Modica da “La Casa di Toti”, attraverso il progetto “Vivere e lavorare a Casa di Toti”, dimostrano che l’inclusione può diventare una concreta opportunità di sviluppo, capace di generare benefici per l’intera comunità. Interris.it ha intervistato Maria Sigona, madre di Toti, un ragazzo con autismo, sposata da 25 anni con Michele e autrice del libro “Calle Calle. Biografia di un sogno” nel quale racconta il vissuto che l’ha portata ad avviare questa esperienza.
L’intervista
Come nasce e che obiettivi ha il progetto “Vivere e lavorare a Casa di Toti”?
“Nasce dal mio amore per mio figlio Toti, e dal desiderio di trasformare la preoccupazione del ‘dopo di noi’ nella certezza di un ‘durante noi’. L’obiettivo è scardinare l’idea che l’autismo sia solo assistenzialismo. A Casa di Toti offriamo dignità, trasformando i limiti in risorse attraverso il lavoro vero e la condivisione. Non creiamo solo un alloggio, costruiamo un futuro autonomo e felice”.
Attraverso la vostra azione, da sempre, unite inclusione, lavoro e ricettività. Quali sono i vostri auspici per il futuro?
“Il mio auspicio è che il nostro modello di Albergo B&B etico non sia più un’eccezione straordinaria, ma la normalità. Sogniamo una società in cui l’inclusione non sia un concetto astratto, ma un’opportunità concreta di business e di calore umano. Spero che sempre più aziende e turisti scelgano di incrociare i nostri sguardi, perché la diversità è la ricchezza più grande che abbiamo”.
In che modo, chi lo desidera, può supportare la vostra opera?
“Ci si può aiutare in tanti modi: venendo a trovarci come ospiti nel nostro albergo, sostenendoci con il 5×1000, o attraverso I bambini delle fate. Ma il modo più bello per supportarci è diffondere la nostra voce. Venite a Casa di Toti: non farete solo un viaggio, ma un’esperienza che cambia il modo di guardare il mondo. Vi aspettiamo a braccia aperte”.

