Canonizzazione Frassati, Correale: “Perché Pier Giorgio diventa santo”

La postulatrice della causa di Pier Giorgio Frassati Silvia Correale ne tratteggia a Interris.it la figura e racconta il suo lavoro, in vista della cerimonia di canonizzazione in piazza San Pietro

Nell'immagine: a sinistra © Foto Associazione Pier Giorgio Frassati, a destra Silvia Correale (per gentile concessione)

Il ragazzo che viveva la vita “verso l’alto” sale agli onori dell’altare. A un secolo dalla morte il beato Pier Giorgio Frassati verrà proclamato santo domenica 7 settembre insieme al “beato dei millennial” Carlo Acutis. Due santi giovani, le cui testimonianze possono ispirare le nuove generazioni, e non solo. In vista della cerimonia di canonizzazione, Interris.it ha intervistato la postulatrice della causa di Frassati, l’avvocatessa italo-argentina Silvia Correale, vicepresidente della Fondazione Azione cattolica Scuola di santità Pio XI.

La causa

“Sono stata nominata a luglio 2010 per sostituire il gesuita padre Paolo Molinari che aveva concluso il suo mandato. L’Azione cattolica italiana, Attore della Causa, mi ha chiesto di prendere parte alla postulazione visto il mio lavoro nelle cause di Armida Barelli e Giuseppe Toniolo”, racconta la postulatrice, che secondo il regolamento Dicastero delle Cause dei santi è la figura incaricata di seguire la procedura e indagare sulla vita, le virtù eroiche, la fama di santità e i presunti miracoli. Dagli Stati Uniti arriva la testimonianza di sacerdote, Juan Manuel Gutierrez, guarito in maniera non spiegabile secondo la scienza dalla rottura del tendine d’Achille, infortunio in cui era occorso nel 2017 giocando a basket. Il religioso, in una novena, aveva pregato Pier Giorgio Frassati. “Gli abbiamo chiesto la documentazione del pronto soccorso, la relazione del medico curante e la risonanza magnetica, poi abbiamo sottoposto il suo caso a medici italiani”, racconta Correale, “la rapidità e la totalità di quella guarigione erano totalmente inspiegabili”. La positio, cioè la raccolta delle prove che segna il passaggio dalla fase diocesana a quella romana, viene sottoposto alla consulta teologica – “c’erano testimonianze sulla novena iniziata da Gutierrez e abbiamo dimostrato che la preghiera era stata rivolta univocamente a Frassati” – e alla consulta medica, superate le quali arriva al vaglio della Sessione ordinaria dei Cardinali e dei vescovi, che ha risposto positivamente sul riconoscimento del miracolo per intercessione del beato Frassati. A fine 2024 papa Francesco ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei santi a promulgare il decreto e ha annunciato che la canonizzazione si sarebbe tenuta nell’anno giubilare. Inizialmente prevista in occasione del Giubileo dei giovani, in seguito alla scomparsa dal pontefice argentino e all’elezione di papa Leone XIV la data è stata spostata.

Nell’immagine: a sinistra © Foto Associazione Pier Giorgio Frassati, a destra Silvia Correale sul sagrato di piazza San Pietro il giorno della beatificazione di Frassati il 20 maggio 1990 (per gentile concessione)

Un messaggio importante

Cresciuto in una famiglia laica della borghesia torinese, figlio di Alfredo Frassati, fondatore del quotidiano “La Stampa”, di orientamento liberale, e della pittrice Adelaide Ametis, Pier Giorgio a 13 anni inizia un’intensa vista spirituale, facendo la comunione ogni giorno, a cui affianca l’impegno sociale a favore dei poveri e quello politico, iscrivendosi al Partito popolare fondato da don Luigi Sturzo, oltre alla passione per lo sport e la montagna. “Colpisce che in quel contesto politico non facile per i cattolici un giovane si dedicasse con tanto fervore, coraggio e coerenza di fede, a tutti questi ambiti”, riflette la postulatrice, “un messaggio importante per i ragazzi di oggi”. Aderisce alla Società di san Vincenzo de’ Paoli, alla federazione degli universitari cattolici (Fuci) e all’Azione cattolica, dedicandosi alla carità e ai poveri, a costo di sacrifici personali. “La sua famiglia non era a conoscenza di tutta la sua attività e fu sorpresa dalla presenza di un grande folla di persone non abbienti, gli ‘ultimi’ di Torino, al funerale del ragazzo, venuta a portare il suo saluto”, dice ancora Correale.

Fama e devozione

La vita di Frassati supera presto i confini nazionali, negli anni Trenta la sua biografia viene tradotta in 16 lingue. “I suoi devoti si trovano in tutto il mondo, la sua testimonianza era infatti presente nei manuali dell’Azione cattolica, e nel mio lavoro ho notato che in tanti scrivono dagli Stati Uniti”, racconta la postulatrice. Il giovane che invita a vivere e non “vivacchiare” diventa modello da seguire, come fa il primo beato portoricano Carlos Manuel Rodríguez. San Giovanni Paolo II, che il 20 maggio 1990 celebrò la beatificazione del ragazzo piemontese, aveva dichiarato che la forza della sua testimonianza lo aveva impressionato. Quella cerimonia fu il culmine di un processo iniziato sotto papa Paolo VI, che aveva intrattenuto una corrispondenza epistolare con il padre di Frassati. Un altro pontefice ebbe un legame con il giovane torinese, il padre di papa Francesco apparteneva infatti all’Azione cattolica e conosceva Frassati. Patrono della Giornata mondiale della gioventù, ispira ancora oggi i suoi coetanei. Nei giorni in cui la sua reliquia è stata esposta a Roma nella basilica di Santa Maria sopra Minerva, tra fine luglio e inizio agosto, ragazze e ragazzi hanno fatto la fila per venerarne le spoglie.

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