Garantire il diritto allo studio significa offrire a ogni bambino e a ogni ragazzo la possibilità di costruire il proprio futuro senza che le condizioni economiche della famiglia diventino un ostacolo. Quaderni, libri, zaini e strumenti educativi non sono semplici oggetti, ma mezzi indispensabili per partecipare pienamente alla vita scolastica. Quando la povertà economica si traduce in povertà educativa, a essere compromesse sono le opportunità di crescita dell’intera comunità. È da questa consapevolezza che nasce l’impegno del “Banco dei Desideri” promossa da Mission Bambini. Interris.it, in merito a questa iniziativa, ha intervistato Margerita Castellan, responsabile dell’Area Volontariato di Mission Bambini.
L’intervista
Dottoressa Castellan, qual è il focus dell’ottava edizione del “Banco dei Desideri”?
“L’ottava edizione del ‘Banco dei Desideri’ prosegue nel solco delle precedenti: garantire il diritto all’educazione a tutti i bambini e alle bambine, offrendo loro gli strumenti necessari per affrontare la scuola. Il ritorno a scuola comporta costi importanti per le famiglie, soprattutto per quelle in situazione di fragilità economica. Anche un quaderno, uno zaino o un libro possono diventare una spesa difficile da sostenere”.
Siete presenti in moltissime città italiane.
Con il Banco dei Desideri vogliamo trasformare questo momento in un’occasione concreta di solidarietà. Dall’11 settembre fino a oggi, in 125 librerie Feltrinelli di circa 85 città italiane, è possibile acquistare e donare libri, materiale scolastico e giochi educativi, che Mission Bambini distribuirà alle scuole e ai centri educativi nostri partner. Il diritto allo studio è fondamentale e deve essere garantito a tutti”.
Il diritto allo studio è fondamentale e deve essere garantito a tutti. Come si connota l’impegno di Mission Bambini in tal senso?
“Garantire il diritto all’educazione significa innanzitutto contrastare le disuguaglianze che rischiano di limitare le opportunità di crescita già dai primi anni di vita. In Italia lavoriamo per contrastare la povertà educativa, spesso conseguenza di quella economica, sostenendo i centri educativi nei territori più fragili e favorendo l’accesso a servizi di qualità”.
Il sostegno alla comunità educante è molto importante.
“Esattamente. Fare ciò significa anche sostenere economicamente gli asili nido quando le famiglie non riescono a farcela da sole, aiutare le scuole primarie e secondarie delle periferie con laboratori di qualità e offrire sportelli di supporto ai ragazzi e alle loro famiglie. È fondamentale sostenere a tutto tondo quella che chiamiamo comunità educante”.
La responsabilità nell’educazione è ampia.
“Esatto. Non solo genitori e insegnanti sono responsabili dell’educazione, ma tutte le figure che accompagnano il bambino e il ragazzo nel percorso di crescita, dagli educatori a chi opera nei diversi ambiti educativi. Lavorare sulla comunità educante significa quindi rafforzare il diritto all’educazione e contrastare le disuguaglianze”.
Partecipare alla vita scolastica senza partire svantaggiati è fondamentale.
“Sì. Il Banco dei Desideri si inserisce proprio in questo impegno: attraverso un gesto semplice possiamo mettere a disposizione dei bambini i materiali necessari per partecipare alla vita scolastica senza partire svantaggiati. Significa garantire un rientro a scuola uguale per tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche, ricordando che la povertà educativa non riguarda soltanto chi la vive, ma coinvolge tutta la comunità”.
Quali sono I vostri auspici per il futuro?
“Nelle sette edizioni precedenti abbiamo raccolto 85 mila prodotti, per un valore complessivo di 275 mila euro, sostenendo migliaia di studenti e studentesse in tutta Italia. L’auspicio è che l’iniziativa cresca ancora, perché il bisogno è molto grande: oltre il 27 per cento dei minori è a rischio di povertà o esclusione sociale e più di un milione di bambini vive in povertà assoluta”.
In che modo, chi lo desidera, può contribuire all’iniziativa “Il Banco dei Desideri”?
“Contribuire al Banco dei Desideri è semplice: dall’11 al 13 settembre basta recarsi in una libreria Feltrinelli aderente e rivolgersi ai nostri volontari. Si può acquistare anche un solo quaderno, un sussidiario, un atlante geografico o un libro. È un gesto concreto: chi dona può sapere che quel prodotto arriverà nelle mani di un bambino o di una bambina che ne ha bisogno, grazie alla rete di volontari di Mission Bambini e alle scuole e ai centri educativi nostri partner”.

