L’“astroturismo” (conosciuto anche come “turismo astronomico” o “astrotourism”) consiste, oggi, in una specifica attività ludica e didattica, diffusa e crescente in tutto il pianeta, per conoscere, in strutture adeguate (come i planetari) o all’aperto, il cosmo e i suoi fenomeni naturali. Necessita di zone estranee all’inquinamento luminoso, per questo è considerato un turismo sostenibile.
In questi ultimi anni, ha conosciuto una notevole diffusione ma, per sua natura e finalità, non va considerato come una moda passeggera o un trend da sfoggiare bensì un positivo e profondo approccio alla vita. Non si tratta, dunque, di un fenomeno di tendenza, effimero e a breve scadenza che si esaurisce nel giro di un’annata turistica. Consiste, invece, in una valida e fondata proposta di “viaggio” che abbina cultura, fascino, curiosità, emozione e serenità.
Coinvolge sempre più appassionati, invogliati anche dalle agenzie di viaggio. Si tratta di un turismo di alto livello culturale che può sviluppare nuovi posti di lavoro. Le proposte sono diverse e riguardano sia la visita presso planetari e osservatori, sia la visione del cielo, in particolare nei periodi in cui avvengono eclissi o altri eventi astronomici.
Questa nuova opportunità turistica è in grado di coinvolgere tutte le età, a partire dai bambini delle scuole, che iniziano l’esperienza attraverso delle gite didattiche presso gli osservatori, affascinati dalla possibilità di usufruire dei telescopi, di praticare attività laboratoriali e di comprendere ciò che guardano alzando gli occhi al cielo. Un tempo considerata come materia riservata a scienziati e studiosi, ora l’astronomia si rivolge a tutti. Il turismo astronomico, dunque, può essere “praticato” da chiunque.
In un’epoca di overtourism, in cui la curiosità e l’offerta sono limitate da pochi centri che annaspano stracolmi di visitatori, la proposta dell’astroturismo appare una finestra interessata e differenziata, con altri approcci e occasioni. L’opportunità di praticarlo è condizionata dalla presenza di luoghi ove non vi sia elevata densità abitativa; quest’aspetto favorisce anche la riscoperta di alcune realtà locali e isolate altrimenti a rischio di abbandono, con vantaggi economici e professionali per chi vi abita.
In Italia esistono diverse mete dove effettuare astroturismo; fra i luoghi più interessanti, al riparo dal diffuso inquinamento luminoso, si trovano, da Nord e Sud, l’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore (ad Assergi, L’Aquila), l’Osservatorio Astronomico di Saint-Barthélemy in Valle d’Aosta e il Parco Astronomico delle Madonie (Sicilia), il Gal Hassin di Isnello (Palermo).
A proposito di cosmo, il 21 maggio 2014, durante l’Udienza Generale, Papa Francesco ricordò “Quando si parla di scienza, il pensiero va immediatamente alla capacità dell’uomo di conoscere sempre meglio la realtà che lo circonda e di scoprire le leggi che regolano la natura e l’universo. La scienza che viene dallo Spirito Santo, però, non si limita alla conoscenza umana: è un dono speciale, che ci porta a cogliere, attraverso il creato, la grandezza e l’amore di Dio e la sua relazione profonda con ogni creatura. Quando i nostri occhi sono illuminati dallo Spirito, si aprono alla contemplazione di Dio, nella bellezza della natura e nella grandiosità del cosmo, e ci portano a scoprire come ogni cosa ci parla di Lui e del suo amore. Tutto questo suscita in noi grande stupore e un profondo senso di gratitudine! È la sensazione che proviamo anche quando ammiriamo un’opera d’arte o qualsiasi meraviglia che sia frutto dell’ingegno e della creatività dell’uomo: di fronte a tutto questo, lo Spirito ci porta a lodare il Signore dal profondo del nostro cuore e a riconoscere, in tutto ciò che abbiamo e siamo, un dono inestimabile di Dio e un segno del suo infinito amore per noi”.
Stefano Giovanardi, astronomo e planetarista, è l’autore del volume “Passeggiate astronomiche” (sottotitolo “Il planetario come specchio dell’umanità”), pubblicato da “Trèfoglie” nel dicembre 2024. Parte dell’estratto recita “L’autore intreccia sapientemente scienza e poesia, ecologia e storia, accompagnandoci in una serie di ‘passeggiate astronomiche’ attraverso il cielo notturno. Dalle distese dei pianeti simili alla Terra alla presenza silenziosa dei buchi neri, ogni capitolo ci riporta al cielo, invitandoci a guardarlo con occhi nuovi. Il planetario, descritto come ‘un pozzo infinito di racconti’, è il punto di partenza ideale per riscoprire i segreti dello spazio e delle stelle. […] Con una narrazione coinvolgente, l’autore invita a superare paure ancestrali e a riscoprire l’incanto che il cosmo riserva a chi sa osservare con curiosità e umiltà”.
Nelle previsioni di ottobre 2024 per l’anno 2025, il sito specializzato “booking.com”, al link https://news.booking.com/defying-convention-to-deepen-connections-bookingcoms-nine-predictions-for-travel-in-2025/, scriveva “Con il turismo spaziale sempre più vicino a diventare realtà, i viaggiatori si concentreranno sulla creazione di connessioni con l’universo, mentre si dedicheranno a attività astronomiche più accessibili nel 2025. Abbandonando la folla diurna per la magia di mezzanotte, quasi due terzi (62%) stanno prendendo in considerazione la possibilità di visitare destinazioni con cieli più bui, con esperienze di bagni di stelle (72%), guide stellari (59%), eventi cosmici irripetibili (59%) e tracciamento delle costellazioni (57%) in cima alla lista delle avventure stellari”.
Nel web sono presenti dei siti specifici (tra cui https://www.astronomitaly.com/, https://www.uai.it/sito/) che offrono informazioni, curiosità, servizi, eventi a tema e che selezionano i luoghi migliori per osservare le stelle. Astronomitaly ha “ideato la Certificazione ‘I cieli più belli d’Italia’ che identifica i luoghi più belli dove osservare le stelle in Italia. Questo riconoscimento viene assegnato alle location che godono di un cielo stellato di qualità o che, in un percorso di qualificazione e miglioramento, desiderano valorizzarlo offrendo esperienze e servizi dedicati all’astroturismo”.
A proposito di inquinamento luminoso, green.it, al link https://www.green.it/inquinamento-luminoso-litalia/, scriveva “L’83% della popolazione mondiale – e il 99% degli abitanti di Europa e Stati Uniti – vive sotto un cielo più luminoso del 10% rispetto a quanto dovrebbe essere naturalmente. L’Europa occidentale è tra le regioni più colpite dall’inquinamento luminoso, che per ora ha risparmiato solo piccole aree di Scozia, Svezia, Norvegia, Spagna e Austria”.
L’essenza dell’astroturismo è anche esperienziale e non limitata alla sola (e pur notevole) osservazione dei fenomeni del cosmo. Grazie alla presenza di esperti e studiosi dell’universo è possibile essere condotti alla scoperta del Creato e di apprezzare l’immensità del silente contenitore che ospita una piccola e rumorosa sfera di piena vita, seppur dilaniata da incomprensibili contraddizioni.
Come l’essere umano appariva confuso e ammirato, nel Seicento, fra l’immensamente piccolo (con i microscopi) e l’immensamente grande (con i telescopi), così l’individuo contemporaneo ha la possibilità, coltivata nell’umiltà esplorativa, di apprezzare la natura circostante e terrena nonché quella che lo circonda nello spazio.
Come la filosofia classica era caratterizzata dalla “meraviglia” nell’osservare il cielo, così l’individuo di oggi può sorprendersi dello spettacolo sopra la propria testa. L’essere umano, sempre più convinto di essere creatore e non creatura, rischia di ritenersi padrone della terra e del cielo, in un delirio di onnipotenza e di infinito sapere. Riflettere sulla vastità e i fenomeni dello spazio, rappresenta un ottimo antidoto per ridefinire il proprio ruolo e apprezzare, come particella costituente, l’infinito.

