A Bari ha recentemente preso avvio un nuovo servizio di sostegno concreto alle persone in difficoltà economica: un guardaroba solidale gestito in collaborazione tra Progetto Arca e Incontra, all’interno di uno spazio dedicato nel quartiere San Paolo. L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo nel percorso di aiuto e prossimità costruito negli anni tra realtà del terzo settore, istituzioni e comunità cittadina. In totale, ogni mese, più di tremila persone ricevono sostegno attraverso la rete di servizi di prossimità, che unisce aiuti materiali, ascolto e accompagnamento sociale. Un progetto che coniuga dignità, solidarietà e sostenibilità, offrendo non solo vestiti, ma soprattutto un segno concreto di attenzione e comunità. Interris.it ha intervistato Federica Pirovano, direttrice Attività operative di Fondazione Progetto Arca.
L’intervista
Come nasce e che obiettivi ha il guardaroba solidale di Progetto Arca a Bari?
“Il social market dell’abbigliamento nasce da una collaborazione con H&M. Quello di Bari è il quarto progetto, dopo Milano, Roma e Napoli. Siamo presenti a Bari perché da tempo collaboriamo con l’associazione Incontra, con la quale condividiamo valori, missione e obiettivi. In passato abbiamo già sostenuto la loro attività con il social market alimentare e oggi abbiamo voluto fare un passo in più con l’apertura del guardaroba solidale.”
Quali sviluppi prevedete per questa azione di prossimità?
“L’obiettivo è implementare costantemente la quantità e la varietà della merce disponibile, che arriva principalmente da Milano grazie alle donazioni di H&M, ma anche di altri partner. Vogliamo continuare a collaborare con Incontra e rafforzare la nostra presenza sul territorio barese. A Bari, oltre al social market alimentare, disponiamo di una cucina mobile e stiamo valutando la possibilità di aprire un luogo di accoglienza notturna per persone senza dimora. La nostra idea è quella di consolidare la rete di solidarietà, radicando sempre di più la nostra presenza nella città, non come realtà isolata, ma come parte di una azione condiviso con Incontra, le istituzioni e gli enti già attivi sul territorio.”
Quali sono i vostri auspici per essere ancora più vicini alle persone in condizioni di fragilità? In che modo chi lo desidera può sostenere la vostra opera?
“Chi desidera supportarci può consultare il nostro e offrire il proprio contributo, sia economico che come volontario — figure di cui abbiamo sempre grande bisogno. È possibile anche donare beni, che vengono selezionati, sistemati e rimessi in circolo all’interno del social market, promuovendo così la logica della circolarità del bene. In futuro continueremo a lavorare insieme per potenziare le attività già avviate: la cucina mobile, il social market alimentare e, auspicabilmente, l’apertura di un piccolo dormitorio o di un luogo di prima accoglienza emergenziale per le persone che vivono in strada.”

