DOMENICA 25 AGOSTO 2019, 00:02, IN TERRIS

Non esiste salvezza a buon mercato

MONS. ANTONIO INTERGUGLIELMI
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uanto è forte il Vangelo di Luca della porta stretta, in cui Gesù ci parla della nostra Salvezza. Ci invita a guardare la nostra vita con occhi di Sapienza, a non vivere nell’inganno. Nella Scrittura, conoscere vuol dire Amare: “non vi ho mai conosciuti” potrebbe dirci un giorno il Signore, perché mai mi hai amato, hai davvero cercato la volontà del Signore, passato per la porta stretta. Sei stato presente a tante celebrazioni, hai fatto tante belle cose, forse sei anche diventato prete, suora o addirittura Vescovo. Stimato e incensato. Ma il tuo cuore era altrove… Siete stati “Operatori di ingiustizia”, dice la Parola del Vangelo: perché avete fatto soltanto la “vostra giustizia”, usato delle mie cose per costruire le “vostre vie”. Perché la sola giustizia è quella di Dio, la Sua Santa volontà.

Non si tratta di una Parola di esigenza, Cristo mai ci impone dei pesi. Perché tutto è grazia nel cristianesimo. Ma occorre desiderare la Grazia, decidersi a scegliere la via “della vita” e abbandonare le strade che stiamo percorrendo, lontane dalla santità a cui Dio ci chiama. Altrimenti non c’è conversione, non c’è Salvezza. Occorre annunciare all’uomo questa verità per salvarlo, come fa Gesù in questo Vangelo, senza sconti o buonismi, perché possa ricevere la grazia di desiderare di cambiare vita. La verità gli permette di sperimentare il dono più grande dell’Amore di Cristo: il perdono.

Ma se annunciamo che tutto va bene, che tutto è relativo, che in fondo, anche senza pentirsi, c’è la misericordia di Dio, lo inganniamo. Con la salvezza a “buon mercato” in fondo diamo più valore alla legge, che alla misericordia. Quest’uomo non può più chiedere perdono, non può più incontrare questo Amore per il peccatore, come fa il buon ladrone. Pensa che tutto è indifferente, che le sue azioni non hanno una conseguenza Eterna. E continua sulle sue vie di morte. Ecco il servizio che noi, come cristiani, siamo chiamati a compiere: in famiglia, nel nostro lavoro, con gli amici e tutte le persone che il Signore ci mette sulla nostra strada. Non come i “più bravi”, ma invece come i “piccoli” – come ci dice il Vangelo di oggi – che hanno sperimentato nel perdono l’Amore di Cristo nella loro vita. 

La carità più grande è annunciare la verità: il peccato è peccato, ma Cristo può donare la Sua Grazia per una vita nuova! Ecco quello che ci fa piccoli, perché ci rendiamo conto che non meritiamo nulla, ma tutto lo riceviamo come dono di Dio. Ecco la porta stretta del Vangelo di questa domenica: senza l’incontro con questo Amore siamo nulla. Con il Suo perdono, diveniamo uomini celesti, che annunciano quello che tutti stanno cercando: un amore senza condizioni, che solo Dio ci ha donato con Cristo Signore.

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