Il Regno di Dio è in mezzo a voi

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A tutti noi che pregando guardiamo il cielo, oggi Gesù dice: il regno di Dio è in mezzo a voi (Lc 17, 21). Ma cosa ci vuole dire Gesù con queste parole? In che senso il Regno di Dio è in mezzo a noi? Non è forse il Regno di Dio proprio ciò che Dio stesso ci invita a chiedere – venga il tuo regno! – nel Padre nostro? E se il Regno di Dio deve venire, come può al contempo essere già in mezzo a noi?

Per analogia, o forse solo per caso, mi è tornata in mente la scena della crocifissione. Sul cielo cupo del monte Calvario si stagliano tre croci, con sopra tre crocifissi. Uno a destra, uno a sinistra, e Gesù nel mezzo. Qualcosa mi dice che il Regno di Dio è in mezzo a noi come Gesù è in mezzo ai due ladroni. Se mi metto nei panni di uno dei due ladroni che stanno ai lati di Gesù, uno dei due a caso, dov'è Gesù? Ovviamente non è in me, perché non sono io Gesù. Non è nemmeno in lui, nell'altro ladrone. Gesù è tra me e lui, è nel mezzo. Non è né qui né lì, è “tra” noi. Cosa mi dice questo?

Il regno di Dio non è qui, nel senso che non è in me, non lo scopro rimanendo entro il perimetro di me stesso. Non lo trovo semplicemente facendo silenzio, affilando il pensiero, distillando sentimenti interiori. Non lo trovo nemmeno leggendo un bel libro sul regno di Dio, o prendendo una ferma risoluzione. Il regno di Dio però non è nemmeno . Questo significa in primo luogo che per entrare nel Regno non devo rinunciare a essere me stesso. Non devo sparire io, perché possa apparire Gesù. Non devo chiedere a nessuno il permesso di esistere. E poi significa anche che il Regno di Dio non si trova come se fosse ad aspettarmi, come un barattolo di pelati sullo scaffale di un supermercato aspetta il suo prossimo acquirente.

Il Regno di Dio è in mezzo, è tra me e te. È nel mio passaggio da qui a lì. E se è nel mezzo, se è tra noi due, io ci devo essere e tu ci devi essere. Gesù è uno degli infiniti punti appartenenti al segmento Me-Te: se uno dei due estremi viene meno, viene meno il nome del segmento e viene meno ogni singola possibilità di Gesù. Forse a qualcuno tutto questo potrà sembrare strano, o astratto. Me ne rendo conto. Tuttavia, non si può dire molto di più su questa cosa misteriosa, bisogna averla vissuta. Quando ho i piedi ben piantati per terra e il respiro calmo, quando sto nella mia vita con tutti e due i piedi e, così come sono, mi accorgo che ci sei tu, che sei totalmente altro. E intuisco la presenza in te di un altro “io” vivo, inafferrabile, con tutti i suoi bisogni, con le sue pretese, le sue solitudini e con la sua profonda bellezza. E quando, nonostante la paura che mi intima di rimanere nel mio perimetro, io oltrepasso la soglia ed esco verso di te, perdendo un po' me stesso, sprecando una parte di vita preziosa che non tornerà mai più, ecco, in quel preciso momento, nel cammino tra me e te, come all'improvviso, Gesù arriva, Gesù vive, Gesù regna.

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