Come affrontare i nostri avversari

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E' quasi la norma quando avviene qualcosa di bello o si raggiunge un traguardo personale: arriva una folla di curiosi e, soprattutto, invidiosi. Si sentono minacciati, emergono i loro complessi. Per i mediocri il successo altrui diventa occasione di rimorso, disturba una tranquillità ammuffita

Così avvenne anche quando condussero da Gesù una donna sorpresa in adulterio. Da tempo il Nazareno destava in loro preoccupazione: faceva cose belle, insegnava in modo meraviglioso, attirava le folle. Davanti a tutto ciò non potevano non sentirsi perplessi, sconfitti. Nelle persone mediocri, solitamente, fatti come questi fanno scattare complessi che talvolta sfociano in azioni distruttive. L'episodio dell'adultera diventa, allora, l'occasione per porre a Gesù una domanda difficile. Quella donna sembra il pretesto giusto per fargli del male. 

Proprio per questo, fra Gesù e la donna si crea una sorta di sollidarietà. Entrambi sono circondati, intrappolati da gente furba e aggressiva. E' incontro particolare, non voluto, ma sofferto e, forse, necessario. Almeno così appare a noi oggi, sempre più pressati da poteri soffocanti, ambiziosi e cattivi. La nostra vita, ormai, troppo spesso si svolge nell'occhio di un ciclone caratterizzato da aggressività e invadenza, più o meno mimetizzate. Tutto ciò avviene in modo troppo veloce, improvvisamente e rumorosamente, davanti agli occhi di tanti testimoni. Finiamo col trovarci sotto un muro, incastrati, quasi condannati. 

Come possiamo sopravvivere? Il vangelo di oggi ce lo spiega in modo magistrale. In primis in queste vicende non siamo mai soli: Gesù ci è sempre vicino e sembra soffrire per noi. Ogni torto commesso contro di noi ha, in realtà, lui come obiettivo. Dobbiamo, poi, imparare il silenzio e il sangue freddo. Non dobbiamo lasciarci trascinare dall'emotività scatenata da chi ci aggredisce, ma resistere alla tensione, mantenere calma e serenità sino in fondo. Non abbassiamoci al loro livello. In terzo luogo dobbiamo aspettare il momento giusto, quello in cui si accumulano domande e obiezioni, gli indici sono puntati, e cresce l'attesa per il trionfo. In ultimo, dobbiamo conoscere bene i nostri avversari. Questo possiamo farlo sono dopo mesi e anni nei quali abbiamo saputo affrontare le avversità con pazienza generosità. Solo così acquisiremo l'intelligenza necessaria per reagire alle provocazioni. Ci serve una scintilla divina per individuare il punto debole del loro atteggiamento e capire dove colpire. Non sarà una nostra intuizione, ma un tocco dello Spirito. 

Alla fine compiremo il gesto, forte e semplice, suggerito dallo Spirito Santo, mantenendo le distanze e ponendoci a un livello più alto rispetto a quanti ci aggrediscono. Dobbiamo coglierli di sorpresa, in modo chiaro e univoco. Non necessariamente con le parole ma in modo eloquente. Ciò ci consente di restare con Gesù sino alla fine e di vivere bene anche all'interno di vere e proprie trappole oppressive

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