Roberto Gervaso italiano orgoglioso di esserlo

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Lo scrittore e giornalista Roberto Gervaso è morto. Aveva ottantatré anni ed una vita trascorsa intensamente, innamorato come sempre è stato dell’arte di scrivere la nostra storia. Da giovanissimo ha lavorato con Indro Montanelli: infatti aveva solo ventitré anni quando presentato dal suo ‘Maestro’, iniziò a lavorare al Corriere della sera, per poi firmare insieme la ‘Storia d’Italia’ di ben sei volumi, che gli diede molta notorietà per dedicarsi anche alla radio ed alla tv come commentatore politico. Nel mentre si è dedicato alla saggistica storica con altri libri scritti, tradotti anche in molte altre lingue.

Mi piace ricordare le discussioni avute con Roberto Gervaso sulle sue opere e sulla storia in generale. Mi volle conoscere per confrontarsi sul ‘pianeta sindacale’ (così lo chiamava), ma finimmo per addentrarci quasi esclusivamente nei sentieri lunghi e tortuosi della storia dei popoli. Più volte abbiamo avuto modo di incontrarci in un ristorante, ed ho scoperto una persona contemporaneamente amabile e graffiante, soprattutto sulla situazione italiana che lo preoccupava moltissimo. Infatti insisteva tantissimo sul fatto storico che noi italiani, pur avendo un retaggio di grande rilievo nel mondo, con il passare del tempo il mondo ci sta sfuggendo di mano.

Dunque, se ne va un grande scrittore e giornalista che ha segnato un tempo importante per i decenni migliori dell’Italia dello sviluppo. Ricordando lui che ha impiegato la sua vita a far conoscere di quale tempra nelle arti, nella economia e nelle altre attività umane i nostri avi hanno saputo eccellere, si spera che altri ancora, con altrettanta passione, acume, e cultura, possano ricordarci chi siamo e da dove veniamo. Penso che abbiamo bisogno di coltivare il nostro orgoglio nazionale, non nell’andare contro gli altri, ma per fare come popolo grandi cose e farle in pace ed in cooperazione con altri.

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