Cristiani in politica, una bussola diversa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 3:48

Cambiare radicalmente.

Un ragazzo del mio paese di origine, che mi ha telefonato per chiedermi delle informazioni per i corsi universitari, incuriosito da mie affermazioni e di altri sull’importanza dei cattolici in politica in qualche conferenza fatta, ha chiesto chiarimenti del perché è così importante avere più cattolici in politica; cosa dovrebbero fare di diverso che gli altri non fanno? Inizialmente devo ammettere che ero rimasto un po’ spiazzato da questa domanda: non me lo aspettavo da un ragazzo. Gli ho innanzitutto risposto che i cattolici, soprattutto quelli praticanti, hanno un pensiero forte che gli viene dal cristianesimo come filtro per orientarsi, per costruire una comunità per l’uomo. Infatti  il Vangelo ti da una visione unica della vita nel rapporto con le altre persone.

La stessa dottrina sociale, è in grado di darti indicazioni forti sulla economia, sul sociale, sulla politica. A questo punto mi ha interrotto dicendomi: “tutti però promettono di comportarsi bene; perché sarebbero diversi dai cattolici?” Gli ho risposto secco che teoricamente lui avrebbe ragione. Tutti, ho sottolineato, si presentano al giudizio degli altri con buoni propositi; ma non significa che quello che affermano, anche in buona fede, lo rispetteranno. Infatti l’impegno faticosissimo e costante del giorno per giorno, di studio, di confronto con gli altri, sfidare le comodità altrui, scontrarsi con interessi non generali, e tante fatiche, è facile ed umano cercare vie facili ma non risolutive.

Appena finito di esporre questo concetto, con tono di sfida ha affermato: “Ma dai, siamo tutti uguali, perché i cattolici dovrebbero essere diversi?”. A sentirlo così incalzante, calmo, dopo qualche secondo di sosta, gli ho replicato semplicemente così : “Hai ragione caro giovane amico. La natura umana è fatta così: le persone amano più se stesse che le altre, rifuggono dalle cose scomode, cercano la ricchezza, dimenticano spesso le promesse fatte, si innamorano facilmente di se stesse”. Subito ha replicato, facendomi notare che lui mi voleva dire proprio quello che io gli ho descritto. È così gli ho risposto: “ però un credente, che pure rischia le stesse contraddizioni descritte, ha una protezione, una bussola di orientamento che lo condiziona in ogni cosa che pensa, che dice, che fa: insomma potenzialmente è più portato a seguire tragitti virtuosi”. Insomma, ho insistito molto sul fatto che l’approccio è proprio diverso. Gli ho fatto notare una cosa banale che secondo me l’ha fatto riflettere: “Vedi quei pochi cattolici che sono in politica? Sono miti, non litigano, misurano le parole, fanno annunci solo quando il problema è risolto, parlano poco ed ascoltano molto, non sono presenzialisti”. Il mio amico subito mi fa notare, che i comportamenti da me indicati non si usano più in politica, ora là si fa in altro modo. Allora gli ho risposto che il punto è proprio questo. Ecco perché penso che in politica ci vogliono più cattolici: bisogna cambiare radicalmente le cose!

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