Vino italiano, export in calo nel primo semestre

Le esportazioni dei vini italiani sono in calo del 6,2% a oltre 3,6 miliardi di euro

Il vino italiano affronta una nuova fase di difficoltà sui mercati internazionali. Nei primi sei mesi dell’anno, le esportazioni hanno registrato una contrazione significativa sia in valore sia nei volumi, confermando le difficoltà già emerse nel 2025. A pesare sono soprattutto il rallentamento strutturale della domanda globale, la riduzione del potere d’acquisto e le tensioni geopolitiche. Non mancano tuttavia segnali incoraggianti provenienti da alcuni mercati, mentre gli spumanti mostrano una maggiore capacità di tenuta.

La frenata dell’export

Il vino italiano conferma le difficoltà registrate lo scorso anno e chiude il primo semestre con un export in negativo del 6,2% (a oltre 3,6 miliardi di euro), con i volumi a -4%.La prima metà dell’anno, secondo l’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) che ha elaborato i dati Istat rilasciati oggi, ha registrato un calo degli ordini in 9 dei primi 10 top buyer (l’eccezione è la Russia, a +15,7%) e una contrazione del prezzo medio all’export del 2,3% con punte negli Stati Uniti (-7,8%). Secondo il presidente Uiv, Lamberto Frescobaldi: “L’Italia del vino paga, così come gli altri principali Paesi produttori, un calo strutturale della domanda a livello globale, acuito da fattori congiunturali legati al potere d’acquisto e alle tensioni geopolitiche. Siamo convinti della necessità di affrontare queste difficoltà attraverso una sistemica riorganizzazione del nostro settore, nella consapevolezza del valore socioeconomico che esso esprime”.

I segnali di possibile ripresa

Secondo l’Osservatorio Uiv, lo shock di mercato degli ultimi 12 mesi potrebbe però registrare un lieve miglioramento, salvo ulteriori complicazioni delle tensioni internazionali. Già nel bimestre estivo di luglio e agosto, i dati provvisori sulle piazze extra-Ue sono destinati a ripartire, con un rimbalzo in doppia cifra negli Stati Uniti rispetto al disastroso pari periodo 2025. Timidi segnali di ripresa si sono segnalati in area Ue già nel mese di giugno, senza però portare il saldo positivo in un semestre che vede gli Usa a -14,1% (849 milioni di euro), la Germania a -6,8% (534 milioni di euro), e Regno Unito a -6,6% (346 milioni di euro). Tra le eccezioni, oltre alla Russia e al suo hub lettone, figurano Cina (+19,8%), Brasile (+8,2%) con l’intero Mercosur (+18,4%).

Spumanti in tenuta

Lato tipologie, gli spumanti si mostrano in tenuta (+0,4%) mentre proseguono le difficoltà dei vini fermi imbottigliati (-8,9%). Tra le regioni, la top 3 vede il Veneto perdere l’8,4% e la Toscana a -7,4% mentre il Piemonte – che torna in seconda posizione – recupera il 2,4% grazie al traino dall’Asti Spumante.

Fonte Ansa

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