La perturbazione di maltempo che ha colpito il Nord, ha fatto precipitare l’Italia in quadro metereologico tipicamente autunnale. In particolare, i meteorologi mettono in guardia i cittadini perché potrebbero formarsi dei temporali autorigeneranti, come quello che ha colpito in particolare le valli Erro e Bormida, dove alcuni pluviometri hanno registrato più di 265 millimetri d’acqua. Ma cosa sono i temporali autorigeneranti?
Il temporale autorigenerante
Il temporale autorigenerante è un fenomeno che, come si legge sul sito Focus.it, man mano che si “scarica”, si autoalimenta grazie al contributo dell’umidità prodotta dal mare. Quando fa caldo, aumenta la quantità di vapore in atmosfera e dunque la quantità di acqua che può trasformarsi in pioggia. Se nelle vicinanze c’è un mare non troppo profondo (con acqua, dunque, a temperatura abbastanza elevata), tutto si amplifica: la quantità di vapore che si “trasforma in nube” diventa enorme e dunque le piogge assumono un carattere di nubifragio.
La pericolosità
Secondo quanto riportato dal Centro Meteo Emilia Romanga, il temporale autorigenerante è una situazione molto pericolosa, in quanto può generare criticità molto importanti a causa degli accumuli spesso elevati cui esso da luogo. “La loro pericolosità è sita soprattutto nella stazionarietà dei fenomeni, che possono quindi insistere su un’area molto circoscritta per diverse ore, nonché sull’intensità degli stessi. Difatti – si legge sul sito -, a causa dei forti contrasti tra le due masse d’aria di natura diametralmente opposta, la fenomenologia che si sviluppa è solitamente severa.

