Dai 77 milioni raccolti dai primi 13 Comuni che la applicarono, l’imposta di soggiorno per il 2026 può arrivare a 1,3 miliardi di incassi. Il 30% del gettito extra sarà girato al bilancio statale incrementare il fondo per l’inclusione delle persone con disabilità e di quello dedicato all’assistenza ai minori.
Gettito extra
La tassa di soggiorno è uno degli argomenti che nel bene e nel male fa scaldare gli animi, anche perché con la continua la corsa degli incassi si tratta ormai di un vero tesoro. E ancora di più lo sarà l’anno prossimo visto che nel decreto “anticipi” approvato ieri dal Consiglio dei ministri entra anche la proroga per l’anno prossimo delle misure incrementali dell’imposta di soggiorno: il 30% del gettito extra sarà però girato al bilancio statale, con l’obiettivo di incrementare il fondo per l’inclusione delle persone con disabilità e di quello dedicato all’assistenza ai minori.
La crescita
Sembra incredibile il boom dal 2011, primo anno di applicazione dell’imposta di soggiorno a livello nazionale, quando i 13 Comuni che l’applicarono incassarono 77 milioni di euro. Da lì partì una crescita vorticosa fermatasi solo nel 2020-21 quando la pandemia fece incassare solamente 192 milioni e 263 milioni riesplosa già nel 2022 con 628 milioni.
“Già il 2025 – spiega all’ANSA Massimo Feruzzi, responsabile dell’Osservatorio nazionale sulla tassa di soggiorno di Jfc – sarà un nuovo anno record per quanto riguarda gli incassi dell’imposta di soggiorno che raggiungeranno ben 1 miliardo 186 milioni, segnando un incremento significativo rispetto all’anno scorso, pari al +15,8%. Dalle prime rilevazioni e stime riferite al 2026, gli incassi relativi all’imposta di soggiorno, tra incrementi di tariffe, modifiche al regolamento con ampliamento dei periodi di applicazione dell’imposta e altre amministrazioni che la introdurranno, potrebbero toccare quota 1 miliardo 300 milioni”.
Fonte Ansa

