Stonehenge, nuove scoperte sull’origine del sito archeologico

Le pietre utilizzate potrebbero essere state trasportate da animali da traino. Lo ha rivelato uno studio pubblicato sul Journal of Archaeological Science

Stonehenge (@ Zdeněk Tobiáš da Pixabay)

Un antico dente di bovino ritrovato a Stonehenge suggerisce che animali da traino provenienti dal Galles siano stati utilizzati nel Neolitico per trasportare le celebri pietre del sito. Lo rivela uno studio pubblicato sul Journal of Archaeological Science da un team britannico guidato dall’archeologo Michael Parker Pearson. Le analisi chimiche del dente confermano l’origine gallese dell’animale, avvalorando l’ipotesi che i bovini fossero impiegati nel trasporto dei megaliti.

La scoperta

Le pietre di Stonehenge potrebbero essere state trasportate dal Galles durante il Neolitico grazie all’uso di animali da traino: è quanto suggerisce l’analisi di un antico dente di bovino ritrovato nel celebre complesso megalitico agli inizi del Novecento. I risultati dello studio sono pubblicati sul Journal of Archaeological Science da un team britannico coordinato dall’archeologo Michael Parker Pearson, dello University College di Londra. I ricercatori hanno esaminato un’antica mascella di bovino trovata nel 1924 accanto all’ingresso sud di Stonehenge. Analizzando la composizione chimica di uno dei molari, hanno scoperto che il reperto risale all’epoca di costruzione del monumento (tra il 2995 e il 2900 a.C.) e che apparteneva a un animale che proveniva molto probabilmente dal Galles. Il risultato avvalora le teorie secondo cui i bovini sarebbero stati usati come animali da traino per il trasporto delle pietre. Precedenti ricerche, tra l’altro, avevano già suggerito che le pietre blu (cioè, quelle più piccole e scure) di Stonehenge provenissero proprio dal Galles.

Gli studi

Gli isotopi di carbonio, ossigeno, stronzio e piombo presenti nel dente hanno permesso di ricostruire non solo l’origine dell’animale ma anche la sua dieta e gli spostamenti fatti nel tempo. Nello specifico, gli isotopi di ossigeno hanno rivelato che il dente ha registrato circa sei mesi di crescita, dall’inverno all’estate, mentre gli isotopi di carbonio dimostrano che la dieta dell’animale cambiava con le stagioni: foraggio boschivo in inverno e pascolo aperto in estate. Inoltre, gli isotopi di stronzio indicano che le fonti alimentari stagionali provenivano da diverse aree geologiche, suggerendo che il bovino si spostava stagionalmente o che il foraggio invernale veniva importato. Gli isotopi di piombo, invece, suggeriscono che l’animale provenisse da un’area con rocce paleozoiche molto antiche, come quella intorno alle colline di Preseli nel Pembrokeshire, in Galles, dove si sarebbero formate le pietre blu di Stonehenge. Gli insoliti picchi di piombo rilevati nel dente potrebbero anche indicare che il piombo immagazzinato nelle ossa dell’animale era stato mobilizzato a causa dello stress dovuto a una gravidanza o all’allattamento. Il bovino sarebbe dunque una femmina, come confermato anche da ulteriori analisi del dente condotte con una speciale tecnica basata sui peptidi.

Fonte: Ansa

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