Spesa estiva, prezzi in calo: frutta, pesce e carne più convenienti

Il caldo favorisce il ribasso dei listini all'ingrosso. Meloni, angurie, ciliegie e prodotti ittici tra le migliori occasioni per risparmiare

Foto di Rens D su Unsplash

Il grande caldo non pesa, almeno per ora, sul costo della spesa estiva. Anzi, secondo l’ultimo monitoraggio della Borsa della Spesa di Bmti e Italmercati, con il supporto di Consumerismo No Profit, le elevate temperature stanno contribuendo a mantenere bassi i prezzi all’ingrosso di numerosi prodotti freschi. Frutta di stagione, pesce e alcune tipologie di carne registrano quotazioni in calo grazie all’abbondanza dell’offerta e alla necessità di vendere rapidamente le merci più deperibili. Un quadro che offre ai consumatori interessanti opportunità di risparmio per riempire il carrello con prodotti di qualità.

Il dato

La Borsa della Spesa, il servizio di Bmti e Italmercati, con il supporto di Consumerismo No Profit, evidenzia una grande abbondanza di meloni e angurie, listini dell’ortofrutta in flessione e ottime opportunità di risparmio nel comparto ittico. Al momento, viene precisato in una nota, le temperature elevate non hanno provocato ripercussioni al rialzo sui listini dei prodotti ortofrutticoli. Al contrario, il forte caldo accelera il naturale deperimento della frutta dopo la raccolta, spingendo gli operatori a mantenere prezzi al ribasso per favorire un flusso rapido delle merci ed evitare che il prodotto si rovini.

Frutta

Nel comparto della frutta si segnalano quotazioni all’ingrosso particolarmente convenienti, a partire dalle ciliegie. I listini sono in forte calo e partono da 2,00 euro/Kg per il prodotto italiano di pezzatura piccola, fino ad arrivare ai 5,00 euro/Kg per i calibri maggiori. C’è poi grande abbondanza di meloni e angurie nei mercati, ideali per combattere il caldo e favorire l’idratazione. Il melone retato, che vede una produzione molto forte nel Lazio e in Lombardia a fronte di una campagna siciliana ormai agli sgoccioli, oscilla tra gli 0,80 e 1,40 euro/kg, con picchi di 1,50 ma anche 1,60 euro/kg solo per il prodotto extra proveniente dalle zone vocate lombarde. Anche i meloni lisci registrano listini in discesa, assestandosi all’ingrosso tra un 1,50 e 2,00 euro/kg. Le angurie, inoltre, hanno ormai raggiunto la piena stagionalità e mostrano prezzi in calo del 15,6% rispetto ad una settimana fa, che variano da 0,45 a 0,80 euro/kg. Ottime notizie arrivano anche per le nettarine, che costano circa 0,20-0,30 euro/Kg in meno rispetto alle pesche.

Il comparto ittico

Il comparto ittico non registra attualmente nessun fermo pesca lungo le coste nazionali, e offre ottime opportunità di acquisto. Le alici sono particolarmente convenienti all’ingrosso, con prezzi bassi che variano da 2,00 a 3,00 euro/kg per la pezzatura medio-piccola, fino a un massimo di 5,00 euro/kg per il prodotto pescato con la lampara e più grande. Si segnalano ottimi prezzi all’ingrosso anche per le cozze italiane, stabilizzate intorno ai 3,00 euro/kg. La produzione allevata italiana è molto alta, specialmente in Sardegna nel nord Adriatico, grazie a una primavera piovosa che ha garantito il giusto nutrimento agli allevamenti. Per quanto riguarda i crostacei, si registra una pesca abbondante di gambero rosa, con i calibri piccoli a prezzi all’ingrosso tra i 2,00 e i 3,00 euro/kg, mentre la pezzatura grande si attesta tra gli 8,00 e i 9,00 euro/kg. Le telline registrano una leggera flessione dei listini e si attestano in questa settimana tra i 7,00 e i 7,20 euro/kg.

La carne

Infine, per quanto riguarda le carni, il calo della richiesta continua a spingere al ribasso il prezzo all’ingrosso del quarto anteriore di vitellone, attestandosi tra 6,29 e 6,39 euro/kg.

Fonte Ansa

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