Spesa e sostenibilità ambientale, presentato l’indice Isfa

L’indicatore valuta l’impatto economico degli effetti ambientali e sociali dei prodotti agroalimentari venduti dalla GDO

Frutta (@ Igor Ovsyannykov da Pixabay)

È stato presentato il nuovo Indice Isfa, primo indicatore accreditato capace di monetizzare in modo sistematico i costi nascosti delle filiere agroalimentari italiane. Sviluppato da Up2You per Gruppo Food e illustrato durante Food Social Impact 2025, l’indice valuta l’impatto economico degli effetti ambientali e sociali dei prodotti della GDO. I dati rivelano che molti alimenti costano molto più del prezzo di scaffale, se si considerano i danni ambientali e le ricadute sociali lungo le filiere.

L’indice Isfa

È stato presentato il rapporto del Centro Studi di Up2You, che introduce l’Indice Isfa, “il primo indicatore” accreditato come “capace di monetizzare in maniera sistematica i costi nascosti delle filiere agroalimentari italiane”. L’Indice di Impatto Socio-ambientale delle Filiere Agroalimentari (Indice Isfa), presentato durante la nuova edizione di Food Social Impact 2025 e sviluppato da Up2You su commissione di Gruppo Food, monetizza gli impatti sociali e ambientali delle filiere agroalimentari italiane articolandoli in tre pilastri, Ambiente, Nutrizione e Persone. L’indice nello specifico. spiegano gli ideatori – traduce in valore economico gli impatti ambientali e sociali dei prodotti che ogni giorno finiscono nei carrelli della Grande distribuzione organizzata (Gdo).

Le rilevazioni

L’indice ha rilevato – viene poi precisato – come il prezzo reale di molti prodotti di largo consumo sia significativamente più alto rispetto a quello di scaffale, se si considerano gli impatti ambientali e sociali: ad esempio lo yogurt non costa 4 euro al chilo ma 6,61 euro (+65%), la pasta passa da 1,62 euro a 2,30 euro al chilo (+42%), la passata di pomodoro da 2,90 a 4,38 euro (+51%), il pane bianco da 3,00 a 4,56 euro al chilo (+52%). L’indice Isfa mostra inoltre una distinzione tra filiere più complesse ed energivore, come latticini e carni, e filiere più corte e virtuose. I piselli surgelati, ad esempio, evidenziano un costo nascosto di soli 0,80 €/kg – pari al 20% del prezzo di scaffale – posizionandosi tra i prodotti più sostenibili.

Fonte: Ansa

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