Salute: Italiani più sportivi, ma la dieta mediterranea è in calo

Dal Rapporto Osservasalute è emerso che cresce l’attività fisica, ma calano dieta mediterranea e stili di vita sani

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Foto di Jakub Kriz su Unsplash

Gli italiani si muovono di più, ma adottano stili di vita sempre meno salutari a tavola e nelle abitudini quotidiane. È il quadro che emerge dal Rapporto Osservasalute, che fotografa un Paese dinamico sul fronte dell’attività fisica, ma in difficoltà rispetto a dieta mediterranea, consumo di alcol e fumo. Un mix di comportamenti che preoccupa gli esperti, soprattutto per le ricadute sulla salute pubblica e sul rischio oncologico, come sottolineato dall’Aiom.

Il dato

Facciamo più sport, ma stiamo abbandonando la dieta mediterranea, siamo più inclini a un modello di consumo di alcol più a rischio e facciamo più fatica a rinunciare al fumo. È il ritratto degli stili di vita degli italiani che emerge al Rapporto Osservasalute, pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute come Bene Comune, che ha sede presso l’Università Cattolica di Roma, dove è stato recentemente presentato. La nota positiva è lo sport: nel 2023, 21 milioni di persone hanno praticato uno o più sport nel tempo libero. Di questi, il 28,3% lo ha fatto in modo continuativo. Sono i più giovani a praticare più attività sportiva; a partire dai 15 anni comincia il calo, che si accentua con l’inizio dell’età lavorativa e diventa massimo negli anziani. In questa fascia di età, sembra però che negli ultimi anni si stia registrando un’inversione di tendenza.

L’alimentazione

Male sul fronte dell’alimentazione. A tavola prosegue il trend che ha visto un aumento dei cibi pronti e un arretramento della dieta mediterranea. Oggi meno di un italiano su 5 (18,5%) aderisce alla tradizione mediterranea, con i cittadini di Marche (25,1%), Lazio (24,7%) e Liguria (24,5%) che restano i più fedeli a questo modello alimentare. Cambia anche il modo di bere: il tradizionale uso moderato e quotidiano di vino ai pasti sta cedendo il passo a modelli caratterizzati da un consumo meno regolare, spesso concentrato nel fine settimana e associato a birra e superalcolici. Questo tipo di consumo avviene frequentemente fuori dai pasti e può includere episodi di eccesso e ubriacature. A tal proposito, preoccupa il binge drinking, che riguarda il 7,8% della popolazione. Sul fronte del fumo, si è interrotto il calo iniziato un ventennio fa e la quota di fumatori si è stabilizzata intorno ai 10 milioni. Cresce, invece, il numero di utilizzatori della sigaretta elettronica, che nel 2003 ha raggiunto i 2,5 milioni.

Le dichiarazioni

Migliorare gli stili di vita è un utile alleato anche contro il cancro, avverte l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), in occasione della presentazione dal rapporto ‘I numeri del cancro in Italia 2025’. “Una riduzione dell’obesità migliorerebbe la salute pubblica, riducendo nuove diagnosi e recidive oncologiche e potenziando la risposta alle terapie”, spiega Rossana Berardi, presidente eletto Aiom. “Agire su peso e stile di vita è uno strumento concreto di prevenzione e cura del cancro”.

Fonte: Ansa

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