Ristorazione in Italia: negli ultimi dieci anni oltre 1.467 imprese in più

Il quadro imprenditoriale del settore ristorazione in Italia rivela una fase di trasformazione profonda: è quanto emerge dalle stime elaborate da Fiepet Confesercenti su dati Banca d'Italia, Unioncamere e Movimprese

Il settore della ristorazione italiana attraversa una fase di profonda transizione, come evidenziano le ultime stime Fiepet Confesercenti basate su dati Banca d’Italia, Unioncamere e Movimprese. Pur registrando nell’ultimo decennio un lieve aumento delle imprese attive, il confronto tra 2023 e 2024 segna un saldo negativo significativo, con migliaia di attività cessate e marcate differenze territoriali. In questo scenario, emergono segnali di resilienza ma anche criticità strutturali che richiedono interventi mirati.

Il quadro generale

Il quadro imprenditoriale del settore ristorazione in Italia rivela una fase di trasformazione profonda. Emerge dalle stime elaborate da Fiepet Confesercenti su dati Banca d’Italia, Unioncamere e Movimprese. In dieci anni il comparto ha visto un incremento complessivo di 1.467 imprese attive, ma il confronto 2023-2024 registra la cessazione di 4.038 attività, con Lombardia, Veneto, Lazio e Sicilia tra le regioni più colpite. Il Sud e le Isole mostrano una capacità di espansione più robusta, mentre Nord e Centro registrano dinamiche negative. Le imprese individuali restano la forma giuridica prevalente, confermando un settore ancora caratterizzato da microimprenditorialità diffusa.

I dati

I dati Istat sul fatturato dei servizi di ristorazione mostrano nel 2025 una crescita media dell’1,7%, mentre il confronto europeo 2015-2024 (Eurostat) segnala per l’Italia un aumento del 35,8%, inferiore sia alla media Ue sia ai principali competitor. Nota dolente la difficoltà di reperimento personale, sentita da un’impresa su due.

Le dichiarazioni

“La ristorazione italiana resta un simbolo, un presidio culturale, un motore economico” afferma Banchieri. “Se il mondo riconoscerà ufficialmente il valore della nostra cucina, dovremo essere pronti a trasformare questa occasione in sviluppo duraturo. Le imprese stanno reagendo, ma hanno bisogno di essere accompagnate”.

Fonte: Ansa

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