Povertà educativa in aumento, Ragusa: “Tendenza preoccupante, serve una cabina di regia nazionale”

Peggiorano i dati Istat sulla fruizione culturale dei giovani e dei giovanissimi. Il presidente di Ancos Paolo Ragusa chiede una cabina di regia a livello nazionale per coordinare gli interventi e monitorarne gli effetti

giovani
Foto di Mircea Iancu da Pixabay

La povertà educativa continua a rappresentare un’emergenza. Il fenomeno infatti è in aumento nonostante le risorse investite: diminuisce le fruizione culturale di giovani e giovanissimi. L’allarme lo lancia il presidente dell’Associazione nazionale delle cooperative sociali (Ancos), Paolo Ragusa, citando dati Istat. Nel 2023 i giovani tra i 3 e i 19 anni che sono mai entrati in una biblioteca sono stati il 70,5%, rispetto al 63,4% del 2019, e il 16,8% tra i 6 e i 19 anni non ha partecipato a nessun evento culturale, quando prima era stato il 12,9%. Ragusa chiede al governo una “cabina di regia nazionale che coordini gli interventi sui territori, eviti sovrapposizioni e garantisca un monitoraggio costante dell’efficacia delle azioni”.

Fenomeno in aumento

Nonostante gli ingenti investimenti messi in campo negli ultimi anni, la povertà educativa in Italia continua a crescere. A lanciare l’allarme è Paolo Ragusa, presidente di Ancos, l’Associazione nazionale delle cooperative sociali aderente a Unci (Unione nazionale coopeeative italiane), che invita ad una riflessione profonda sull’efficacia delle politiche attualmente in atto. Secondo i dati Istat citati da Ragusa, nel 2023 il “70,5% dei giovani tra i 3 e i 19 anni non ha mai frequentato una biblioteca”, un dato in netto peggioramento rispetto al 63,4% registrato nel 2019. Ancora più preoccupante il quadro relativo alla partecipazione culturale: “il 16,8% dei ragazzi tra i 6 e i 19 anni non ha mai preso parte a un evento culturale”, né visitato musei, teatri o concerti, contro il 12,9% di quattro anni prima.

Cabina di regia

Eppure, le risorse non mancano. Ragusa ricorda i 300 milioni di euro del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, i 250 milioni destinati alle comunità giovanili, i 50 milioni del progetto “Organizziamo la speranza” e i 113 milioni del Pnrr dedicati allo stesso tema. “Il problema – osserva – non sono i fondi, ma la capacità di trasformarli in risultati concreti”. Per questo Ancos-Unci rivolge un appello al Governo: serve una “cabina di regia nazionale che coordini gli interventi sui territori, eviti sovrapposizioni e garantisca un monitoraggio costante dell’efficacia delle azioni. Solo così – conclude Ragusa – potremo invertire una tendenza sempre più preoccupante e valorizzare davvero le risorse disponibili”.

Fonte Agensir

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: